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A Birminghan l’auto si parcheggia da sola al Multiparker 760

MULTIPARKER 760 A BIRMINGHAM – Un cubo di 23 piani alto, largo e profondo 53 metri in cui coesistono 135 appartamenti, 10.359 m² di uffici, negozi esclusivi, un lussuoso hotel ed un raffinato ristorante panoramico che permette una vista a 360 gradi della città. Il nome, poi, non si presta a equivoci: the cube, ovvero uno dei simboli della città di Birmingham dove questo edificio di 450.000 m2 è stato progettato dalla matita di Ken Shuttleworth.

Fra le tante diavolerie – fra cui il fatto che l’intera struttura si compone di vetro e alluminio con venature dorate e sorge sopra un canale – ciò che mancava era un parcheggio adeguato che offrisse molti posti auto e rispondesse a particolari esigenze architettoniche e adattandosi alle caratteristiche morfologiche dell’area.

La soluzione è stata proposta da Wohr Autoparksysteme, società tedesca che ha installato più di 100 sistemi di parcheggio automatizzati in tutto il mondo ed è partner dell’azienda veronese IdealPark leader italiano nel settore. Il progetto ha previsto diverse fasi: uno scavo di 20 metri sotto il livello stradale e sotto il canale, la costruzione del garage e l’installazione di due sistemi di parcheggio automatizzati Multiparker 760 grazie ai quali sono stati ottenuti 339 posti auto su tre livelli.

La procedura di parcheggio è semplice e veloce: l’utente entra nel garage dall’ingresso a livello strada, apre la porta dell’area di trasferimento vetture posizionando il proprio chip induttivo davanti al pannello di comando; parcheggia l’auto seguendo le istruzioni riportate su un display; esce dall’auto e conferma la procedura di parcheggio dal pannello di comando. A questo punto l’auto viene prelevata da un apposito carrello e tramite uno shuttle viene portata nell’area di stoccaggio vetture di fronte al primo spazio di parcheggio vuoto. L’auto viene parcheggiata direttamente sulla soletta in cemento armato da un dispositivo di trasporto longitudinale chiamato LAT (longitudinal pick-up transport equi-pment).

Quando il proprietario desidera ritirare l’auto le identiche operazioni si svolgono al contrario. L’utente attiva la procedura di recupero dell’auto tramite il proprio chip induttivo in una lussuosa e confortevole sala d’attesa che si trova vicino al garage automatizzato del “the Cube”. Qui gli utenti più curiosi possono monitorare i processi svolti dal parcheggio automatizzato su degli schermi al plasma e vedere dove è posizionata la loro auto. Quando il sistema ha terminato la procedura di recupero, l’utente accede all’area di trasferimento e ritira la propria auto già pronta in posizione.

Repubblica.it

davide

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