È dunque evidente che al Gran Premio di Abu Dhabi la Red Bull dovrà escogitare “qualcosa” per favorire uno dei suoi due piloti: a Fernando Alonso basterà infatti un secondo posto, indipendentemente da chi sarà il vincitore, per conquistare il titolo di campione del mondo. A rischiare è perciò la Red Bull, non la Ferrari, come capita quasi sempre a chi è costretto a inseguire. Helmut Marko, ex pilota austriaco e oggi braccio destro del proprietario della scuderia, ma anche protettore di Vettel, sulla questione ha semplicemente detto: “Vinto il Mondiale dei costruttori, dobbiamo concentrarci su quello piloti. A Mark a Sebastian ricorderemo loro che giocano in una squadra”.
Vincere il campionato riservato ai costruttori è certamente un risultato di grande prestigio – battere marchi quali Ferrari, McLaren, Mercedes vale tantissimo – ma quello che conta è la medaglia d’oro nella sfida dei piloti. Dovesse fallire su quel fronte malgrado gli 8 successi stagionali messi a segno fino al GP del Brasile ¬ 4 con Vettel, altrettanti con Webber – per la Red Bull sarebbe uno smacco insopportabile. E a farne le spese – vedi posto di lavoro – potrebbe essere proprio Christian Horner.
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