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BMW 5 Touring, prova su strada della berlina tedesca

BMW 5 TOURING – Abbiamo provato la nuova BMW 5 Touring che, come la berlina da cui deriva, nasce sulla base della Serie 7. Per chi vuole viaggiare comodo, sicuro e con un bel po’ di bagagli al seguito, è davvero l’ideale, sempre che il prezzo non sia fuori budget (si parte da 47 mila euro). La vettura in prova è equipaggiata con un motore a 4 cilindri turbodiesel di 2.0 litri da 184 CV, con 380 Nm di coppia.

Comoda e spaziosa. Lo spazio a bordo non è davvero un problema, con un divano largo 144 cm alle spalle e un minimo di una ventina di centimetri per le gambe. Il tunnel è piuttosto pronunciato e sovrastato dai comandi posteriori del clima, quindi chi siede al centro deve tenere le gambe divaricate. Plancia a cinque stelle, sedile confortevole e ampiamente regolabile, volante e pedaliera allineate con il micrometro. Il portellone è ampio e la sua forma tale da rendere il più largo possibile il passaggio per caricare. L’apertura e la chiusura si azionano comodamente tramite un tasto sul telecomando. Il Centro prove ha caricato, una dopo l’altra, 2.200 palline da tennis, per un totale di 508 litri fino al tendalino di copertura; peccato solo che i tecnici BMW si siano dimenticati un bel pezzo, in fondo e di lato: un occhio indiscreto potrebbe sbirciare nel vano senza problemi. Gli schienali dei sedili posteriori, infine, sono regolabili nell’inclinazione, così da creare una posizione di maggior confort per i passeggeri oppure guadagnare spazio per il carico.

In viaggio. Fino a qualche anno fa, pensare di muovere un’auto da 491 cm e 1.989 kg in condizioni di marcia con un’unità a gasolio di 2.0 litri sarebbe stata una pazzia: oggi, invece, si può, grazie anche all’abbinamento – molto ben riuscito – col cambio automatico a 8 marce con paddle al volante. Nei sorpassi, sui falsopiani, ad andature sostenute, una pressione leggera sull’acceleratore fa miracoli: da 70 a 100 km/h ci vogliono tre marce e poco più di quattro secondi. La prontezza del motore è istantanea sotto l’acceleratore, anche ad appena 1.000 giri e fino a circa 4.000. Paradossalmente, mentre con le auto a benzina si va a cercare la marcia inferiore, qui l’automatismo seleziona un rapporto più lungo per far respirare il motore e lavorare nel miglior punto di coppia che è a 1.750 giri. In genere, su auto di questo tipo, i paddle per la cambiata al volante ci lasciano freddini, ma in questo caso dobbiamo fare un’eccezione: selezionando la modalità Sport, il passaggio di marcia in salita e in discesa è veramente rapido e sul misto il piacere di guida cresce parecchio.

Elettronica e sicurezza. Per il resto, la 5 Touring è un festival dell’elettronica spinta ai massimi livelli: Il Driving dynamic control è il Grande Fratello che tiene sotto controllo le impostazioni del cambio, dello sterzo, del controllo di stabilità e la risposta del gas, della durezza delle sospensioni e anche dell’angolo di sterzata delle ruote posteriori. Vantaggi a 360° in termini di manovrabilità sia alle alte sia alle basse andature, con influenze positive anche nella prova di frenata su fondo differenziato, dove l’auto ha ottenuto spazi d’arresto da supercar. Grande sicurezza anche sotto stress: dopo dieci frenate a pieno carico lo spazio è costante e il pedale non cede. Per quanto riguarda i consumi, il computer di bordo è inchiodato sui 11,6 km/l, il valore più vicino alla realtà di tutti i giorni per guidatori che apprezzino la guida dinamica.

Quattroruote.it

davide

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