Soluzioni come il blocco del traffico, la riduzione della velocità in autostrada, l’esclusione dei veicoli più inquinanti dal centro storico delle grandi città, non sono che «misure di scarsa efficacia» per il ministro, «anche se di forte valore educativo per i cittadini». «Aiutano – dice -, ma non risolvono. D’altra parte i sindaci devono pur fare qualcosa perchè hanno paura». «La competenza sull’inquinamento è di Regione e Comune – aggiunge -. Noi siamo intervenuti perchè era stata avviata una procedura di infrazione da parte della Commissione europea che rischia di essere salatissima. Abbiamo analizzato le cause dello smog e ci siamo resi conto che il settore dei trasporti è quello sul quale si potrebbe intervenire in maniera più efficace», di qui la proposta di un decreto che prevede l’applicazione di filtri antiparticolato su camion e mezzi del trasporto urbano. Ora il ministro fa i conti: la multa per l’infrazione comminata dalla Commissione Europea sarà di circa un miliardo e mezzo di euro: «Investendo un sesto in contributi per la sostituzione dei filtri – conclude Prestigiacomo – ridurremmo il Pm10 e spenderemmo meno».
Ansa
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