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Coronavirus, cosa “rimpiangeremo” dei giorni della pandemia

Data la pandemia da Coronavirus e la quarantena obbligatoria per tutti, l’ambiente sta beneficiando dello stop di traffico e industrie e ognuno può impiegare il tempo a casa come meglio crede. Ma cosa rimpiangeremo quando torneremo alla routine?

(Getty Images)

In questo periodo dominato dalla pandemia da Coronavirus, le persone sono obbligate a rimanere chiuse in casa per non recare eventuali danni a sé stesso e agli altri. Così, ognuno impiega il proprio tempo come vuole, magari per recuperare gli anni “persi” con il lavoro e le varie commissioni di tutti i giorni. Anche l’ambiente sta beneficiando dello stop di industrie e traffico che, in quest’epoca dominata dal surriscaldamento globale, fa sì che questa crisi non sembra essere totalmente una disgrazia.

Con l’avvicinamento della “Fase 2”, sembra ormai imminente il ritorno alla routine, anche se con tutte le precauzioni del caso. E così torneremo sui nostri posti di lavoro, a girare in auto per le strade, ad incavolarsi per il parcheggio e a adempiere a tutti gli obblighi. Intanto, possiamo solo provare ad immaginare come sarà tornare alla normalità e cosa rimpiangeremo di questi giorni trascorsi a casa.

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Le cose che ci mancheranno dopo la pandemia da Coronavirus

(Getty Images)

La pandemia innescata dalla diffusione capillare del Coronavirus ci ha obbligato a rimanere chiusi in casa, ma di questo non tutti sembrano essere contenti. In questo periodo storico dominato dalla frenesia, ognuno è sempre alla rincorsa di qualcosa. Chi per arrivare a lavoro, chi per trovare parcheggio sotto casa, chi per prendere aerei o autobus che lo porteranno chissà dove. Appunto, chissà dove. Se ci fermiamo, realmente, a pensare, tutto ciò per cui ci danniamo l’anima ogni singolo giorno – “normale” – potrebbe apparire non così importante. Di questi tempi, ognuno ha la straordinaria possibilità di riflettere, magari pensando a cosa è davvero importante nella vita, anche se è difficile giungere ad una risposta certa ed univoca.

Intanto, può risultare utile godersi attimi di vero piacere trascorsi con i propri cari, o dedicarsi alle passioni di una volta andate perdute con l’avvento delle responsabilità da adulto. Anche svegliarsi in tarda mattinata può essere uno di quei momenti godibili, per vivere poi il resto della giornata con lentezza, che talvolta può essere considerata una virtù.

Anche l’ambiente sta beneficiando dello stop imposto a traffico e industrie. Ad oggi, le emissioni di Co2 sono pressoché assenti, così come i veicoli sulle strade. Ciò è sottolineato sia dalla scienza, sia da fotografie, che testimoniano come la natura si stia riappropriando della civiltà sfrenata dell’ultimo secolo. A tal proposito, possiamo citare una notevole quantità di rilevazioni scientifiche, ma, forse, può sembrare più significativa qualche fotografia che gira sui social.

Il poeta latino Orazio, nelle sue Odi, scrive “Dum loquimur fugerit invida aetas: carpe diem, quam minimum credula postero”, la cui traduzione è “Mentre parliamo il tempo è già in fuga, come se provasse invidia di noi. Afferra la giornata sperando il meno possibile nel domani”. Nel tempo, è stata considerata dai più solamente la locuzione “carpe diem”, che è stata tradotta – se vogliamo fare i pignoli – erroneamente, “cogli l’attimo”. Tuttavia, da un punto di vista meramente educativo, non è poi così sbagliato, dato che invita le persone a godersi il presente. Ma, se inserita nel proprio contesto, invita altresì a non confidare nel domani, dato che, per natura, è incerto.

Da questo, giungiamo alle cose che rimpiangeremo di questi mesi trascorsi a casa. Ecco, se ne potrebbero elencare varie, dai momenti trascorsi con i propri figli o cari, al vivere con lentezza, oppure, al semplicemente godersi il silenzio quasi assoluto delle città. Ma parafrasando Orazio, non dovremmo preoccuparci troppo di cosa sarà, bensì assaporare il presente, con l’unico appunto di avere un occhio di riguardo all’ambiente.

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Francesco De Vincenzo

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