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Prestiti e finanziamenti, possibile sospensione: chi può inoltrare richiesta

L’Assofin ha disposto, per via dell’emergenza Covi-19 in Italia, la sospensione dei pagamenti dei finanziamenti e prestiti superiori ai mille euro.

(Getty Images)

In un periodo di emergenza come quello che sta vivendo l’Italia, come altre nazioni al mondo, a causa del coronavirus arriva un’iniziativa che può agevolare migliaia di persone. Le misure di contenimento disposte dal Governo hanno previsto per alcune settimane la chiusura di tutte le attività  ad esclusione di quelle ritenute essenziali, circostanza che ha messo l’economia di molte famiglie a repentaglio. Per tali ragioni, l’Assofin, associazione che raccoglie le principali finanziarie italiane, ha deciso di disporre una moratoria di sei mesi per tutti i finanziamenti superiori ai mille euro. Iniziativa che agevolerà anche coloro i quali hanno acceso crediti per l’acquisto di beni come auto o moto.

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Covid-19, Assofin dispone sospensione dei finanziamenti e prestiti superiori a mille euro: i requisiti per accedervi

(Getty Images)

Una boccata d’ossigeno per migliaia di famiglie italiane in un periodo di crisi provocata dall’epidemia coronavirus. L’emergenza, difatti, non ha colpito solo il sistema sanitario, ma anche l’economia con decine di migliaia di aziende chiuse per via delle disposizioni del Dpcm. L’Assofin, associazione che riunisce le principali finanziarie del Paese, come riporta la redazione di Repubblica ha stabilito una moratoria di sei mesi per i finanziamenti  ed i prestiti superiori a mille euro. L’iniziativa potrà aiutare, dunque, molte persone che hanno deciso di firmare un contratto di finanziamento per beni di consumo, come ad esempio automobili o moto.

Per aderire alla sospensione, richiesta da settimane dai consumatori, bisognerà inoltrare una richiesta scritta alla finanziaria di riferimento, attraverso anche un’email, accompagnata da un documento valido d’identità. Come riporta Repubblica, però, l’adesione a tale moratoria è a discrezione della stessa finanziaria che potrebbe anche decidere di non aderire. Inoltre la finanziaria potrà decidere di effettuare la sospensione in due diverse modalità sospendendo l’intera rata del finanziamento o solo la quota capitale senza nessun costo aggiuntivo per l’espletamento delle procedure per i consumatori.

Nel caso di sospensione dell’intera rata, al termine di quest’ultima, però, verranno richiesti al cliente gli interessi sugli interessi non pagati, mentre per chi optasse per quella della quota capitale, nel periodo di sospensione dovranno essere corrisposti solamente gli interessi calcolati sul debito residuo al tasso previsto dal contratto.
Le categorie, come riferisce Repubblica, che potranno accedere alla moratoria sono cinque. Nello specifico potranno usufruire della sospensione:

  • I soggetti che hanno perso o perderanno il posto di lavoro subordinato dal 21 febbraio 2020 al 30 giugno 2020. Non rientrano nei requisiti, però, i soggetti licenziati per giusta causa, giustificato motivo soggettivo, le risoluzioni consensuali o le dimissioni;
  • I consumatori che hanno perso un lavoro “atipico”. Anche in questo caso non potranno aderire i dimissionari o i recessi datoriali per giusta causa);
  • Tutti coloro che hanno subito una sospensione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni (cassa integrazione o altri ammortizzatori sociali);
  • I professionisti che, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, hanno registrato una perdita del fatturato di oltre il 33% rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno a causa della chiusura o della sospensione dell’attività. La riduzione del fatturato, riporta Repubblica, potrà essere presentata mediante autocertificazione.
  • Gli eredi delle persone delle quattro categorie precedenti,  che nel periodo in questione sono decedute, e che non avevano stipulato nessuna polizza da protezione del credito.

Potranno accedere alla sospensione anche i consumatori che hanno saltato alcune rate del finanziamento, a condizione che non siano entrati nelle classificazioni “default” o “forbone”, ossia finanziamenti rinegoziati dopo un default.

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Marco Spartà

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