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Un robot acquatico che scandaglia i fondali: l’invenzione tutta italiana

I ricercatori dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e della Stazione Zoologica Anton Dohrn hanno sviluppato un robot acquatico in grado di scandagliare i fondali marini e pulire dall’eventuale presenza di rifiuti.

Foto: Pixabay

E’ tutta italiana una scoperta che potrà avere una rilevanza importante non solo per esplorare il fondale marino, ma anche, in un prossimo futuro, per pulire dall’eventuale presenza di plastica e rifiuti presenti. Per tutti noi l’attenzione nei confronti dell’ambiente deve essere infatti un imperativo da perseguire e poterlo fare con il supporto della tecnologia non può che essere importante.

Lo strumento che sarà utilizzato per questo importante scopo non è altro che un robot, a cui è stato dato il nome di Silver 2, realizzato da un team di ricercatori italiani dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e della Stazione Zoologica Anton Dohrn. Le sue potenzialità rappresentano una conferma del lavoro effettuato dagli studiosi, che hanno infatti voluto migliorare ulteriormente le caratteristiche del suo predecessore, il Silver.

Foto: Pixabay

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Il robot acquatico che guarda al benessere ambientale

Il meccanismo alla base di questo particolare robot è particolarmente innovativo. Non è infatti solo in grado di girare autonomamente sott’acqua, ma è in grado di proseguire in modo quasi industurbato anche se dovesse trovare intoppi sul suo percorso. Il sistema è “intelligente” è infatti in grado di individuare in sicurezza se ci siano presenti umani intenti a effettuare un’escursione e a schivarli senza alcun problema.

Sono sei le zampe di cui è dotato il dispositivo, grazie al quale potrà muoversi non solo in orizzontale, ma anche laterale, oltre a poter raccogliere la sabbia che potrà essere utilizzata per analizzare materiale presente sul fondo. Non manca nemmeno l’equilibrio, reso possibile grazie a uno stabilizzatore impiantato nella scocca.

C’è la possibilità da parte di personale specializzato di guidare i movimenti, da utilizzare soprattutto quando c’è bisogno di effettuare analisi specifiche sul territorio. L’autonomia è di di circa sette ore se si muove e di 16 ore se resta fermo.

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Ilaria Macchi

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