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Immuni, l’app anti-covid 19 non sfonda: limitazioni e problemi tecnici

L’app Immuni non funziona su tutti i dispositivi. Richiede versioni avanzate dei sistemi operativi, e gli utenti lamentano problemi sugli smarthone Huawei

Immuni, l’app anti-covid 19 non sfonda: limitazioni e problemi tecnici

Nelle prime ventiquattro ore dal lancio, l’app Immuni è stata scaricata oltre 100 mila volte attraverso lo Store Google Play. Non è noto, invece, il numero di download sui sistemi Apple, scrive Fulvio Sarzana sul Sole 20 Ore.

Un’applicazione così importante dovrebbe essere il più possibile diffusa all’interno della popolazione. Ma così non è, non solo per la diffidenza di alcuni in materia di gestione dei dati personali. L’applicazione, infatti, non è compatibile con tutti i dispositivi. Perché funzioni, bisogna avere uno smartphone di ultima generazione. Richiede infatti almeno la versione 13.5 del sistema operativo iOS o la 6 di quello Android. Per cui tutti gli iPhone 6 e precedenti sono tagliati fuori.

Inoltre, richiede Google Play Service versione 20.18.13. Gli utenti, inoltre, segnalano diversi problemi di utilizzo con i  telefonini Huawei, finiti al centro dello scontro Usa-Cina. Il presidente Trump, infatti, ha inserito il colosso cinese nella blacklist del commercio USA: per questo Huawei non può comprare i software di Google per gli smartphone.

L’applicazione Immuni, spiega PC Professionale, è pensata per funzionare anche in background ma richiede che sia attivo il bluetooth. Inoltre, una volta al giorno bisogna connettersi a Internet per scaricare la Temporary Exposure Key (TEK), l’elenco delle persone risultate positive al virus associate a un dispositivo con l’app installata. Per questo, in una prima fase, queste notifiche compariranno solo in Liguria, Abruzzo, Marche e Puglia, le regioni che hanno accettato di avviare la sperimentazione. Sempre che gli utenti abbiano a loro volta autorizzato il sistema a condividere le TEK con l’aiuto degli operatori sanitari regionali.

Leggi anche – Immuni, il funzionamento dell’app anti- contagio: cosa c’è da sapere

Immuni, i problemi segnalati dagli utenti

Come funziona l’app Immuni: i problemi segnalati dagli utenti

Sui sistemi Android, Immuni richiede che sia attivato anche il GPS, il servizio di localizzazione, ma l’app non accede ai dati sulla posizione del proprio dispositivo.

Le prime recensioni forniscono una soddisfazione media degli utenti, su Google Play in una scala da 1 a 5 la valutazione alle 15 del 3 giugno risulta di 3,6. Diversi utenti segnalano problemi tecnici e malfunzionamenti. Tanti utilizzatori di dispositivi Huawei, ad esempio, lamentano che il Bluetooth si disattiva quando il telefono va in stand-by e questo blocca l’app in background, rendendola di fatto inutile sia per loro sia per gli altri, in quanto i dispositivi non ricevono e non comunicano dati. In ogni caso, l’app verrà prossimamente rilasciata anche su App Gallery, lo store parallelo per gli smartphone Huawei di ultima generazione, e questo potrebbe risolvere i problemi di incompatibilità.

Anche altri utenti lamentano elevato consumo della batteria e blocco dell’attività in background su dispositivi Samsung J6 e J7.

Leggi anche – Vaccino italiano contro il Coronavirus funziona: i test allo Spallanzani

Alessandro Mastroluca

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