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Mercedes, crisi più grave del previsto: i possibili esuberi

La crisi si sta facendo sentire in maniera pesante in casa Mercedes, sempre più decisa a effettuare drastici tagli del personale. A essere coinvolte potrebbero essere più di 15 mila persone, numero inizialmente previsto.

Operai al lavoro in Mercedes (Foto: Getty Images)

Il settore automobilistico è certamente uno dei più provati dalla fase di lockdown che abbiamo vissuto negli ultimi mesi, indispensabile comunque per provare a fermare l’emergenza sanitaria che era in corso. Pur essendo ormai entrati nella fase di ripartenza ormai da qualche settimana, la crisi continua a farsi sentire. Per molte famiglie pensare di compiere un investimento oneroso come potrebbe essere quello previsto per l’acquisto di un’auto è al momento ritenuto azzardato. L’auspicio delle aziende è che quindi ci si possa provare a risollevare almeno in parte con gli incentivi decisi dai vari governi. Anche un colosso come Mercedes sta iniziando a sentire in modo pesante la crisi, ma anzi la situazione attuale appare ancora difficile rispetto alle previsioni che erano state fatte in un primo momento.

A perdere il posto potrebbero essere in fanti in tantissimi, decisamente un numero superiore rispetto ai 15 mila di cui si era parlato recentemente. A sottolinearlo è Wilfred Porth, responsabile delle risorse umane della compagnia all’agenzia di stampa tedesca Dpa. Almeno per ora il dirigente preferisce evitare scenari apocalittici, o meglio in questa fase è bene non azzardare cifre finché non ci saranno certezze sulle misure che saranno messe in atto.

Volante Mercedes (Foto: Wheelsage)

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Crisi nera in casa Mercedes – Decisioni drastiche in arrivo

A fare capire quanto le previsioni che erano state fatte in un primo momento non fosseriritenute sufficienti per coprire le perdite legate alla crisi post Coronavirus era già stato l’amministratore delegato di Daimler, Ola Kallenius. Il calo della domanda di auto e camion è evidente, difficile trovare un precedente di questa gravità. E, come tale, diventa necessario agire senza indugi, anche se a farne le spese saranno inevitabilmente tantissime famiglie.

I sindacati sono quindi in allerta, anche se consapevoli di come il taglio dei costi sia indispensabile. Il quadro attuale impone però di agire in tempi brevi, nonostante tempo fa l’azienda avesse promesso di voler evitare licenziamenti forzati della sua forza lavoro in Germania fino al 2029.

Almeno per ora le parti rimangono distese, ma la speranza che possa esserci una ripresa resta: “Riuscire a gestire la situazione con i vertici dell’azienda sta diventando difficile – hanno fatto sapere rappresentanze sindacali di Daimler -. Portare avanti una collaborazione potrebbe quindi diventare complesso. L’auspicio però è che ce la si possa fare anche in questo momento, come già accaduto in passato”.

Ilaria Macchi

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