Una delle immagini di Paperino con Qui, Quo e Qua sulla 313 (Foto Disney Diffusion)
L’auto giocattolo più venduta del mondo non esiste, se non nella memoria storica dei disegnatori della Walt Disney ed è quella di Paperino.
Una delle immagini di Paperino con Qui, Quo e Qua sulla 313 (Foto Disney Diffusion)
È la mitica 313, l’utilitaria un po’ sgangherata che Walt Disney in persona disegnò per uno dei suoi personaggi più amati e che da allora, le prime tavole risalgono al 1937, non è mai cambiata.
È davvero un paradosso che con tutte le auto di Formula 1 e rally che sono state prodotte e riprodotte in scala e in versione giocattolo, quella più venduta sia una creazione di fantasia. Ma le cose stanno davvero così. Fu Walt Disney in persona a chiedere ai suoi disegnatori di creare qualcosa che rendesse Paperino quanto più vicino possibile a una persona normale. E anche se la sua famiglia è sui generis, con uno zio ricchissimo, tre nipotini che non si sa perché vivono con lui, cugini acquisiti e variegati, Paperino doveva avere una macchina.
Al termine di una lunga riunione editoriale Disney si impuntò di fronte ai suoi creativi che non capivano perché un papero dovesse guidare un’auto: “Tutti vogliono guidare un’auto, tutti vogliono possedere un’auto. I nostri personaggi vivono in una città e non possiamo farli andare a piedi”. Con pochi schizzi disegnò una vettura inesistente, non copiata da quello che in quel momento offrisse il mercato. Bizzarra, bombata come un Maggiolone (che non era ancora nato), con ruote sproporzionate, decappottabile e senza bagagliaio. Una coupé due posti, con i tre nipotini stretti stretti in una sorta di vano posteriore.
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Walt Disney aveva creato i personaggi di Paperopoli e Topolinia proprio come le normali caricature di un film. E dunque amori, fidanzamenti, gelosie, inimicizie e rivalità. L’auto, proprio come per una persona normale, era l’estensione del personaggio. Disney la volle così perché era buffa, semplice, giovane e la disegnò in tre colori diversi: rossa, gialla e blu. Un’accozzaglia cromatica che piacque alla gente nonostante qualche evidente imprecisione tecnologica. Il tappo del radiatore che è molto più grande del normale, un ingombro dei personaggi esagerato rispetto a quello che era il disegno della vettura. Tutto serviva a far risaltare Paperino che al volante si comportava esattamente come nella vita guidando in modo collerico e litigioso.
Molti si sono chiesti perché l’auto sia sempre stata targata 313: la leggenda vuole che il giorno che Disney avesse consegnato la tavola definitiva per il cortometraggio “Donald Duck” – in italiano Don Paperino – fosse il 13 marzo. Che nella nomenclatura americana diventa il 3-13. A Disney piaceva il fatto che il numero fosse palindromo e lo scelse. Da allora la mitica 313, che non ha una marca e un modello ma rimane l’automobilina più amata e venduta del mondo tra, non è mai cambiata se non in pochissimi dettagli.
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