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Moto2, Bastianini esulta per il Mondiale: “La giornata migliore della mia vita”

In Moto2 è Enea Bastianini il nuovo Campione del mondo. Il pilota romagnolo racconta la sua gioia al termine della gara a Portimao

Enea Bastianini (Getty Images)

E’ Enea Bastianini il Campione del Mondo di Moto2. Il pilota romagnolo, all’ultima gara, gestendo il grande vantaggio nella classifica iridata – rischiando anche un po’ – si è portato a casa il titolo iridato.

Il primo Mondiale in carriera, alla seconda stagione in Moto2, l’ultima peraltro, prima del grande salto nella classe regina, la MotoGP, lì dove la Ducati l’aspetta a braccia aperte.

Come mi sento? Non lo so” ha detto il pilota in parco chiuso, appena laureatosi Campione del Mondo. “E’ fantastico. Una stagione straordinaria, difficile perché il Covid ha reso tutto molto più complicato. Oggi sono Campione del mondo ed è incredibile. Vorrei dedicare la vittoria alla mia ragazza, ai membri del mio team, al mio trainer. E’ stata una giornata fantastica, la migliore della mia vita”.

Una gara incredibile – ha poi aggiunto – anche la mia moto Mia è molto contenta. Oggi era impossibile vincere, è stato un disastro per me. Alla fine ho chiuso in quinta posizione e non so nemmeno dire che sensazioni stia provando”.

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Enea Bastianini spiega la sua gara

Enea Bastianini (Getty Images)

Bastianini, neo Campione del Mondo, ha poi rafforzato i concetti ai microfoni di Sky. “Ancora devo realizzare tutto – ha spiegato – è difficile trovare le parole. E’ un sogno che si avvera, è stata una gara difficile. Non è facile gestire tutto fino alla fine; quando ho visto l’usura delle gomme, mi son detto: ‘ok, resto quarto e divento ugualmente Campione del Mondo’. Ho poi notato come Sam (Lowes, ndr) fosse terzo, mi sono accontentato anche del quinto posto. Devo ringraziare tutti, a partire dalla Dorna che ha permesso si disputasse questo Mondiale”.

Oggi non è stato facile – ha continuato – ho provato a spingere un po’, poi ho calato visto che andavano molto forte. Volevo evitare ulteriori pericoli, poi però mi son dato una mossa quando ho visto arrivare sotto Martin, Fernandez e compagni”.

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Giovanni Spinazzola

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