Bottas si difende dopo la figuraccia al GP Sakhir: "Non sono un'idiota" (Foto: Getty)
Bottas si difende dopo la figuraccia al GP Sakhir: “Non sono un idiota”. Il finlandese vive un momento difficile viste le prestazioni mostrate da Russell, ma ha una spiegazione
Bottas si difende dopo la figuraccia al GP Sakhir: “Non sono un idiota” (Foto: Getty)
Valtteri Bottas sapeva che avrebbe avuto molta pressione al Gran Premio di Sakhir. Dal momento in cui è stata ufficializzata la positività al coronavirus per Lewis Hamilton, il finlandese era consapevole che la posta in gioco si sarebbe alzata. Tutta l’attenzione era infatti concentrata su di lui e sul nuovo compagno. Russell è uno dei giovani della Next Gen, ma non aveva alcuna esperienza sulla Mercedes. La pressione mediatica era sul finlandese, che avrebbe dovuto dimostrare il proprio valore in assenza del capo squadra. Prima del secondo week end consecutivo in Bahrain aveva dichiarato: “Se Russell mi batte, ovviamente sto male”. Purtroppo per lui gli incubi sono diventati realtà, con la pista che ha sancito un verdetto dura da accettare, mitigato solo dalla sbadataggine dei meccanici ai box. I 26 millesimi di distacco in Qualifica al sabato erano un campanello d’allarme assordate, rincarato dalla dose della domenica, con l’ottavo e nono posto delle due “Frecce d’Argento”. Se la foratura non avesse fermato il ’63’ staremmo parlando probabilmente di un successo all’esordio, uno smacco davvero insopportabile per Bottas.
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Bottas si difende dopo la figuraccia al GP Sakhir: “Non sono un idiota” (Foto: Getty)
Sul ritmo di gara George Russell è stato superiore al compagno di squadra più esperto. Nessun problema di gestione gomme e grande maturità nel superare le fasi delicate, partenza compresa. Dopo il primo pit-stop il vantaggio era salito a ben 8″ e nulla sembrava poterlo fermare. Bottas ha analizzato con onestà l’andamento del GP di Sakhir, respingendo però le accuse piovutegli addosso. “Se qualcuno non sa di Formula 1 potrebbe pensare che sono un completo idiota. In realtà non è così. Russell ha fatto un ottimo lavoro ma ci sono anche altri aspetti che influenzano la prestazione e non tutti sono a conoscenza dei media. Nel team sanno quale è stato il mio lavoro e cosa è accaduto“.
Fatto sta che un ottavo e un nono posto hanno solo parzialmente offuscato l’immagine di un rookie rampante e di uno scudiero imbolsito dalle batoste rimediate da Hamilton negli ultimi 4 anni.
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