Cronaca

Sara Lenzi, proseguono le indagini sull’incidente mortale al Rally Sandalion

La morte della 18enne Sara Lenzi, talento del motociclismo enduro e offr-road ha destato cordoglio e profonda impressione

(Getty Images)

Non è ancora stato dissequestrato il corpo di Sara Lenzi, la 18enne tragicamente deceduta domenica al Rally Sandalion dopo un tragico incidente in una tappa di trasferimento.

Sara Lenzi, le indagini

La procura ha aperto un fascicolo per chiarire le cause dell’incidente ed eventuali responsabilità. Sono emersi nuovi dettagli sulle circostanze dello schianto che sembra essere sempre di più una tragica fatalità. É stato chiarito che non si sarebbe trattato di un incidente frontale. L’auto con la quale Sara si è scontrata proveniva nella stessa direzione della giovane motociclista.

La velocità era estremamente ridotta, si trattava di una tappa di trasferimento e Sara si apprestava a raggiungere il punto di partenza della terza prova speciale dopo avere concluso le prime due.

Le indagini cercano di capire se ci sia stato un contatto tra l’auto e la moto o se Sara abbia perso il controllo della sua Beta 125 per nel tentativo di evitare l’impatto finendo poi sotto l’auto.

LEGGI ANCHE > Rally Sandalion, Sara Lenzi muore in un incidente: la dinamica

Il cordoglio di amici e motociclisti

Non appena la salma della ragazza, che è stata inviata per l’autopsia disposta dalla magistratura all’istituto medico legale di Sassari, sarà messa di nuovo a disposizione dei familiari, verrà fissata la data delle esequie per le quali il sindaco di Riotorto ha indetto una giornata di lutto cittadino. Sara era molto conosciuta in tutta la Toscana dove correva da diversi anni, fin da ragazzina. Studiava al Tecnico Pacinotti, una ragazza appassionata di meccanica con un gran talento per il disegno e una enorme passione per i viaggi.

Qualche giorno prima del Rally Sandalion aveva mandato un suo tema… “voglio girare il mondo in motocicletta, facendo gare e diventando più brava che posso”. I genitori, Rodolfo e Serena, con i tre fratelli minori di Sara, proprietari del panificio della frazione di Acquafresca, sono distrutti. Ma la comunità si è stretta intorno a loro in una partecipazione commovente. I messaggi on line per Sara sono stati migliaia: gli amici li stanno raccogliendo tutti, a uno a uno.

Stefano Benzi

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