Cronaca

Lombardia, Zona Arancione Rafforzata: le regole per gli spostamenti

Nuova ordinanza attiva dalla mezzanotte in Lombardia, che diventa “Zona Arancione Rafforzata” dal 5 marzo, come deciso dalla Regione. Ecco cosa cambia.

Milano (Foto: Getty Images)

In attesa che vengano comunicate le nuove decisioni del governo con la cabina di monitoraggio prevista per la giornata di domani, la Lombardia ha deciso di giocare d’anticipo e ha già emanato un’ordinanza restrittiva che sarà in vigore a partire dalla mezzanotte di oggi, 5 marzo. Negli ultimi giorni il numero di contagi ha fatto registrare un numero decisamente troppo elevato e si è voluto così optare per un’ulteriore stretta. L’obiettivo che si desidera raggiungere, secondo quanto indicato dal Pirellone, è duplice: innanzitutto provare a contenere l’incremento dei casi diminuendo il numero di persone in circolazione, ma anche preservare le aree che finora sono state solo parzialmente toccate dall’aggravarsi del quadro epidemiologico. Si passa così in “Zona Arancione Rafforzata” fino a domenica 14 marzo.

Il provvedimento porta così alla chiusura di tutte le scuole, a eccezione dei servizi per la micro infanzia (nidi e micro nidi). A preoccupare è soprattutto la diffusione delle varianti del virus, che colpiscono in modo particolare i giovani.

Milano (Foto: Getty Images)

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Zona Arancione Rafforzata in Lombardia: cosa cambia per i cittadini

Ma cosa cambia per i cittadini lombardi a partire da domani? Da questa settimana tutto il territorio era tornato a essere “Arancione” (alcune località in “Arancione Scuro” o “Rosso”), proprio per questo a livello di spostamenti le novità non sono grandissime.

Non è possibile uscire dal proprio Comune di Residenza, a meno che non ci siano motivi di salute, emergenza o necessità, che dovranno essere comunque giustificati tramite autocertificazione, tra le 5 e le 22, orario in cui scatta il coprifuoco. Dalle 22 in poi chi dovesse essere fermato dovrà motivare lo spostamento anche se questo avviene all’interno del proprio Comune.

A differenza di quanto era previsto con il “Decreto Natale”, c’è un altro aspetto importante. Non sono infatti consentite le visite ad amici e parenti (in caso di persona che ha bisogno di assistenza serve sempre l’autocertificazione). Bar, pasticcerie e ristoranti potranno lavorare solo con i servizi di asporto e domicilio. Non è inoltre possibile recarsi presso le seconde case.

Le attività commerciali restano aperte (centri commerciali chiusi nel weekend e nei festivi), ma può accedervi solo una persona per nucleo familiare.

A questo si aggiunge ovviamente l’obbligo di indossare le mascherine chirurgiche o analoghi dispositivi di protezione sui mezzi pubblici.

Ilaria Macchi

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