Formula 1

Hamilton, che frecciata dal collega: “Così non vincerebbe le gare”

Hamilton ha conquistato sette titoli mondiali, ma per qualcuno a volte non bastano per metterlo nell’Olimpo della F1. Stroll fa un’osservazione.

Lewis Hamilton (Getty Images)

Ci sono tante discussioni sul valore di Lewis Hamilton, pilota che ha vinto sette titoli mondiali come Michael Schumacher ma da alcuni non è ritenuto comunque uno dei più forti della storia della Formula 1. “Colpa” della Mercedes troppo dominante di questi anni.

Il pilota inglese da quando corre con la scuderia di Brackley ha vinto tutti i suoi titoli senza quasi avere concorrenza. L’unico anno in cui è stato battuto è servito un Nico Rosberg, allora suo compagno, che andasse oltre i suoi standard e difatti a fine campionato ha preferito ritirarsi da campione con la consapevolezza che sarebbe stato difficile ripetersi.

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Formula 1, Stroll “punge” Hamilton

F1, Lance Stroll debilitato dal Covid: le condizioni del pilota (Foto: Getty)

Anche tra i driver attuali della F1 ci sono dubbi sul valore di Hamilton, considerato sicuramente un campione ma battibile se vi fosse maggiore equilibrio sulla griglia. Ovviamente, non è colpa di Lewis se la sua monoposto in queste stagioni è stata la migliore. Semmai è responsabilità della concorrenza non essere stata in grado di opporsi al suo dominio con la Mercedes.

Lance Stroll, a margine della presentazione del team Aston Martin F1, ha affrontato l’argomento e si è così espresso: «È un campione del mondo e ho rispetto per Lewis. Però se lo metti al volante di una McLaren o di una Williams non vincerebbe le gare, nonostante sia uno dei migliori piloti della griglia».

Stroll riconosce la forza del sette volte campione del mondo, ma ovviamente il talento non basta per andare oltre i limiti tecnici delle monoposto. Se non hai un mezzo vincente, non vinci, se non in occasioni particolari con gare ‘rocambolesche’.

Il pilota canadese conferma che disporre di una macchina competitiva è fondamentale, al netto dell’abilità che si può avere alla guida: «Un driver può fare la differenza di due o tre posizioni, ma non può scalvare le auto che sono di un secondo e mezzo più veloci».

Non si può dare torto a Stroll, anche se non ne va fatta una colpa a Hamilton. Come detto in precedenza, il dominio suo e della Mercedes c’è stato anche perché le avversarie non sono state mai all’altezza.

Matteo Bellan

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