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Superbike, Rea e Razgatlioglu: il testa a testa diventa conflitto

Dalla Superbike un invito al dialogo e alla correttezza, da Yamaha e Kawasaki un appello alla calma, ma Rea e Razgatlioglu dopo l’incidente di domenica sono già ai ferri corti

Sarà una stagione lunga e difficile. Alla seconda gara del Mondiale Superbike siamo già di fronte a un evidente incidente diplomatico. Da una parte Rea, dall’altra Razgatlioglu: e ognuno dei due ovviamente sostiene che la colpa sia dell’altro.

Toprak Razgatlioglu e Jonathan Rea, il loro duello è subito entrato nel vivo (Foto ANSA)

Il riferimento è al contatto che al quarto giro della gara #2 del gran premio di Assen ha visto entrambi i piloti finire a terra dopo un contatto, e chiudere la gara anzitempo. E senza punti.

Superbike, diplomazia al lavoro

I giornalisti presenti hanno raccontato di una tensione palpabile al paddock quando i due piloti sono tornati. Con i funzionari del mondiale che correvano da una parte all’altra dei due team per evitare che potessero esserci confronti al di sopra delle righe, magari davanti a qualche telecamera o al telefonino di qualche tifoso. Alla fine sia la Kawasaki che la Yamaha sono riusciti nella loro operazione di ‘cooling down’. Hanno lasciato calmare i due fuoriclasse. Che sono usciti allo scoperto in zona mista molto più tardi. E a mente fredda se ne sono dette di tutti i colori…. Ma con eleganza e senza insultarsi.

Le due campane

Il filmato non aiuta a capire che cosa sia successo e i due piloti sostengono posizioni diametralmente contrarie. Rea, che stava cercando di scavalcare Razgatlioglu che in quel momento era al comando, ritiene che il turco non gli abbia dato strada: “É andato largo in curva 1, era evidente che ci fosse spazio per passare e quando ormai era troppo tardi si è raddrizzato chiudendo l’angolo. Io ho fatto quello che qualsiasi pilota farebbe in quel punto per superare: ho allungato i tempi della frenata, sono rimasto all’interno e quando mi ha colpito, perché è stato lui a colpire me, lo ha fatto sulla mia gomma posteriore. Perché ormai ero già davanti…”

Rea ha chiuso la questione definendola… “un incidente di gara, magari evitabile”.  

Razgatlioglu ribatte restituendo le colpe al mittente: “Evidentemente Rea era concentrato sulla sua traiettoria e non mi ha visto, forse voleva costringermi a stare largo, ma io ormai ero già rientrato quando lui stava ancora arrivando. Credo che abbia commesso un errore. Ma sul fatto che sia stato un incidente di gara direi che non ci sono dubbi”.

Alvaro Bautista, vince gara 2 ad Assen e consolida la sua leadership nel mondiale Superbike (Foto ANSA)

Parla anche Bautista

Almeno su questo i due sono d’accordo. E l’operazione di evitare una guerra dei nervi fin dal secondo evento del campionato per ora è riuscita. Tra i due litiganti gode Alvaro Bautista, al comando del mondiale con 18 punti di vantaggio su Rea. Lo spagnolo offre la dichiarazione più divertente e pepata: “Uno ha stretto e l’altro voleva la stessa traiettoria. Lo spazio non c’era e si sono eliminati a vicenda. In passato si sono toccati, stavolta la collisione è stata molto più seria. Stanno spingendo al massimo e doveva esserci una prima volta considerando i loro precedenti. E visto quanto è accaduto è possibile che capiti ancora. Difficile dire di chi sia la colpa…”

Prossima tappa del mondiale Superbike a Estoril, in Portogallo, 21 e 22 maggio.  

Stefano Benzi

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