Eldon Rasmussen, prima di una delle ultime corse in INdy (Indycar Press)
Eldon Ramsussen era un simbolo dell’epopea Indyca. Aveva 85 anni e fino all’ultimo giorno in cui è stato in grado di farlo autonomamente si è recato nella sua officina personale dove conservava progetti, disegni e ipotesi di telaio
Eldon Rasmussen, che in realtà era un ingegnere progettista laureato con il massimo dei voti, è stato un pilota di grande fama. Hall of Famer canadese, tre volte al via della Indy 500 dove conquistò un secondo posto.
(Ansa Foto)
Una carriera lunghissima con oltre 600 partenze in almeno una dozzina di diversi campionati. Indy, Nascar, Camra, Sprint Car e molto altro prima di dedicarsi alla sua grande passione. I progetti. “Ho visto decine di incidenti, alcuni dei quali gravissimi – spiegava – e sono certo che nessuno meglio di un pilota, magari con l’aiuto di un ingegnere, possa spiegare come costruire una macchina sicura e veloce”.
E lo fece, progettando la Rascar, con la quale creò una delle prime scuderie Indy che presero parte alla mitica 500 Miglia autonomamente dai colossi e dai brand delle grandi case costruttrici. Oggi di piloti che hanno una loro scuderia ce ne sono molti. Ma Rasmussen fu uno dei primi, un precursore.
Con pochi soldi la sua Rascar, motorizzata dalla Foyt, fu iscritta a sei edizioni della 500 Miglia qualificandosi tre volte ottenendo un 13esimo posto come miglior risultato assoluto. Ma con un budget ridicolo rispetto alle auto di allora.
Molti raccontano che Rasmussen fosse inseparabile da un block notes nel quale annotava appunti, schizzi, progetti. La sua ultima grande passione furono i dragster, ne progettò almeno una decina: alcuni dei quali assolutamente folli.
Nel 1975 fu coinvolto in uno degli incidenti più clamorosi e spettacolari della storia di Indianapolis: un contatto con Tom Sneva che lo stava doppiando, si concluse in modo drammatico. L’auto di Sneva decollo sopra la pista quasi oltre le recinzioni e si disintegrò letteralmente in volo, esplodendo detriti e carburante sulla folla. Ci fu un incendio e il pilota fu ricoverato con ustioni al volto e alle mani, miracolosamente vivo.
Rasmussen uscì a sua volta illeso da un micidiale incidente a Pocono due anni dopo. E da allora decise di lavorare solo come progettista e ingegnere. Progettava qualsiasi cosa: kart, motoslitte, sidecar, dragster.
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