Moto GP

Dovizioso, la decisione è arrivata: l’annuncio del pilota

Dovizioso si sbilancia sul suo futuro, che ormai da tempo sembra lontano dalla MotoGP: troppo negativi i suoi risultati.

Se lo era immaginato molto diverso il ritorno in MotoGP e certamente Andrea Dovizioso è molto deluso per come sono andate le cose nell’ultimo biennio. L’avventura in sella alla Yamaha, già guidata nel lontano 2012 con esiti invece positivi, si è rivelata un fallimento.

Andrea Dovizioso (Foto LaPresse)

Se lo scorso anno i risultati negativi erano motivati dal fatto di guidare una moto completamente diversa dalla Ducati e che si trattasse di una M1 del 2019, invece nell’attuale stagione ha potuto guidare una Yamaha versione 2022 e comunque è filato tutto male.

Il pilota forlivese ci ha provato in tutti i modi ad adattarsi al prototipo di Iwata, però non riesce a cambiare radicalmente il suo stile di guida. Per essere veloci serve guidare come Fabio Quartararo, però copiare il francese è complicato, soprattutto quando hai superato i 30 anni e per tanti campionati hai guidato in mezzo molto differente.

Dovizioso e il suo futuro lontano dalla MotoGP: c’è la conferma

Andrea Dovizioso non sarà in MotoGP nel 2023 (Foto LaPresse)

Dovizioso al sito ufficiale della MotoGP ha confermato che nel 2023 non sarà presente sulla griglia del campionato: “Non correrò il prossimo anno, non ne vedo la ragione. Ho sempre detto che se non fossi stato competitivo non avrei continuato. Dopo vent’anni di carriera, fatichi se non ti diverti. Non ho neppure cercato una moto per la prossima stagione”.

Il pilota romagnolo ha annunciato che non gareggerà più in MotoGP, dato che non si diverte più a farlo e che non è sufficientemente veloce: “Per la prima volta in carriera non sono competitivo ed è complicato gestirlo. La MotoGP è cambiata, sono cambiati gli avversari e anche il modo di guidare”.

Dovizioso ribadisce anche che solamente lo stile di guida di guida di Quartararo è efficace in sella alla Yamaha M1 e non c’è altra maniera per essere veloci: “Se non la guidi come Quartararo, è difficile andare forte. Non ci sono altri modi per essere competitivi. Anche se io e Morbidelli abbiamo stili differenti, comunque il risultato è lo stesso”.

Matteo Bellan

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