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Una Ferrari Testarossa modificata, che bolide: ha una velocità impressionante

Una Ferrari Testarossa è stata modificata: la trasformazione l’ha resa ancora più potente, la velocità è da brividi

E’ un evergreen che non passa mai di moda, anche perché trattasi forse di una delle Ferrari più amate di tutti i tempi. Stiamo parlando della Testarossa, la vettura resa famosa anche dal celebre poliziesco “Miami Vice“, dove la supercar di Maranello, di colore bianco, è la protagonista indiscussa almeno quanto i due personaggi principali, Sonny Crockett e Rico Tubbs.

Ferrari Testarossa (Ansa)

Un’auto “schiacciata” a terra, con la coda allargata, estremamente anche rispetto all’anteriore, basso e con una mascherina minimal a suddividere le frecce e le luci di posizione; il motore piazzato in posizione centrale-posteriore V12 da 5.0 litri erogava una potenza di 390 cavalli che spingeva l’auto fino ad oltre i 290 km/h di velocità massima. La Testarossa fu prodotta in poco meno di 10mila esemplari tra il 1984 ed il 1996. E senza dimenticare una peculiarità davvero particolare, con i fari a scomparsa alle estermità del cofano anteriore, di fatto dove c’era il vano portabagagli.

La Testarossa, a distanza di quasi 40 anni dalla sua messa in commercio, è stata oggetto di “restauro” da parte di Officine Fioravanti che, nel segno della tradizione, ha realizzato un restomod davvero pazzesco.

Ferrari Testarossa, la modifica del motore

Ferrari Testarossa (Ansa)

Il restomod, dicevamo, è andato nel solco della tradizione, soprattutto per quanto riguarda la carrozzeria e l’estetica originale della vettura; un solo specchietto esterno, quindi, piazzato sul montante sinistro della vettura ed i cerchi monodado sia all’anteriore che al posteriore, seppur con dimensioni differenti, rispettivamente da 17″ e 18″.

Intatti e rimasti al loro posto anche i fari a scomparsa per la vettura che, nel corso di questo restomod, ha anche subito una perdita di peso notevole, circa 130 kg, merito di un utilizzo massiccio della fibra di carbonio.

Anche l’abitacolo è rimasto pressocché intatto, a partire dalla strumentazione analogica fino ai pulsanti utilizzati per attivare il clima oppure abbassare i finestrini ma anche la leva del cambio, con a vista gli innesti delle marce. E’ però da rimarcare l’aggiunta della pelle, menter a livello estetico è rimasta anche la custodia con il telefono cellulare formato extralarge tipico degli anni ’80. Si entra, invece, nel XXI Secolo con la connessione bluetooth in grado di interagire con il telefono e l’autoradio con la predisposizione per l’Apple CarPlay oltre alle prese Usb.

Ed il motore? Il V12 a 180° è rimasto intatto ma potenziato; dai 390 cavalli originari, ne ha ora ben 510 con 600 Nm di coppia che portano l’auto a 323 km/h di velocità massima, un upgrade davvero notevole. Due le mappature differenti gestite dalla centralina, 12 modalità di selezione dell’ABS ma anche e soprattutto ammortizzatori che, elettronicamente, si possono regolare e dare la possibilità di alzare la parte anteriore della vettura di 70mm, quanto basta per evitare “grattate” sulle rampe.

Giovanni Spinazzola

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