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Ferrari, che retroscena: poteva passare alla Rossa, ora è alla Red Bull

Newey racconta di aver avuto la concreta possibilità di trasferirsi in Ferrari: oggi è ancora la Red Bull che continua a godersi le sue creazioni.

Non ci sono dubbi sul fatto che Adrian Newey sia uno dei più brillanti ingegneri nella storia della Formula 1. Ha vinto titoli con Williams, McLaren e Red Bull.

Max Verstappen e Adrian Newey – Automotorinews.it

Ha progettato tante macchine vincenti. C’era il suo zampino anche nella Williams con la quale Ayrton Senna perse la vita a Imola nel maggio 1994. Fu accusato di omicidio colposo assieme ad altri membri del team, ma è sempre stato assolto in tribunale.

Nel libro ‘Hot to build a car’ ha ammesso di sentirsi responsabile per quanto successo al pilota brasiliano, visto che lui era uno dei progettisti della macchina. Ha confessato di aver sbagliato completamente l’aerodinamica e in virtù di ciò Senna faticava a guidare. Purtroppo c’è stata una tragedia che ancora oggi viene ricordata.

Il 64enne ingegnere inglese ha proseguito la sua carriera dopo quella brutta vicenda ed è un perno importante delle vittorie che ha ottenuto la Red Bull in F1. Arrivato nel 2006, ha vinto sei titoli piloti e cinque costruttori con la scuderia di Milton Keynes.

F1, Adrian Newey spiega il mancato approdo in Ferrari

Newey è molto stimato nell’ambiente della Formula 1 e Fernando Alonso nel 2012 dichiarò che stava lottando contro di lui, non contro Sebastian Vettel, per la vittoria del titolo. L’allora pilota Ferrari riconosceva il valore del progettista britannico, che ha dato un enorme contributo ai successi del tedesco tra il 2010 e il 2013.

Newey festeggia con Vettel e il team Red Bull nel 2013 – Automotorinews.it

Dal 2014 è iniziata l’era ibrida della Formula 1 ed è stata la Mercedes a imporsi. Newey a The-Race.com ha ammesso di aver pensato di cambiare team e di passare alla Ferrari: “Allora ero abbastanza disilluso dall’intera situazione e sono quasi andato in Ferrari. La cosa che mi aveva spinto a pensare di cambiare è che eravamo bloccati con un motore non competitivo“.

Allora la Red Bull aveva i motori della Renault, che nell’era del V8 aveva lavorato bene e che poi nell’era ibrida non è riuscita a tenere il passo della Mercedes. L’ingegnere inglese ricorda così quella situazione: “Avevamo un fornitore più interessato al marketing che alla competitività. Vedere che non riconoscesse di essere indietro rispetto alla concorrenza e che non volesse fare qualcosa per migliorare mi ha fatto perdere motivazione“.

Newey ha riflettuto sull’eventualità di approdare in Ferrari, però poi ha fatto una scelta differente: “Non volevo cambiare squadra. Proprio allora è entrato in gioco il progetto dell’auto da strada. Ciò mi ha tenuto occupato per un po’, poi la firma con Honda mi ha motivato“.

Pur restando in orbita Red Bull, non era coinvolto come prima nel progetto F1 e solamente con l’arrivo delle power unit Honda nel 2019 è tornato in prima fila. Il suo zampino nelle vittorie di Max Verstappen c’è.

Matteo Bellan

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