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Autocertificazione Covid, sanzioni per chi dichiara il falso: multe e non solo

In Italia l’Autocertificazione è nuovamente obbligatoria con la divisione in zone delle Regioni. Le sanzioni per chi dichiara il falso

Controlli polizia (Getty Images)

Il Dpcm introdotto lo scorso 6 novembre ha portato in dote l’autocertificazione, tanto temuta dagli italiani che hanno imparato a conviverci dallo scorso mese di marzo, in tempo di prima pandemia. L’Italia è divisa in tre zone, rossa arancione e gialla ed in ognuna è obbligatorio il prezioso documento, anche se in quest’ultima lo è solo dalle 22 alle 5.

Le zone rosse sono equiparate al lockdown del marzo scorso e qui le misure sono decisamente stringenti, con l’uscita di casa solo per motivi di lavoro o salute. E si dovrà dimostrare agli agenti, ai posti di blocco, la gravità come conditio sine qua non per essere uscito. Le sanzioni sono amministrative per chi viola tutte le norme previste dai dpcm; si va dai 400 ai 1.000 euro se si circola senza valido motivo, oppur se si creano assembramenti. Se invece si esce senza autocertificazione, la multa potrà essere elevata se non sarà riscontrata una motivazione valida per circolare.

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Falsa Autocertificazione: i rischi che si corrono

Controlli di polizia per gli spostamenti in auto (Getty Images)

Ma cosa succede se si circola per strada con una falsa autocertificazione? I rischi aumentano a dismisura, perché trattasi di vero e proprio rato penale aggravato. Per l’automobilista o il cittadino che, quindi, abbia falsificato il documento, può scattare addirittura l’arresto, con una pena detentiva fino a sei anni di reclusione. Oltre a questo, ovviamente, anche la sanzione amministrativa che va dai 400 ai 1.000 euro.

Insomma, non si scherza, anche perché l’autocertificazione ha valore legale nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i Gestori di Pubblici Servizi in base all’art. 15 della Legge 183/2011 entrata in vigore il primo gennaio 2012.

Il modulo dell’autocertificazione è lo stesso di quello pubblicato sul sito del governo lo scorso mese di ottobre ed è quindi scaricabile dal sito del Ministero dell’Interno.

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Giovanni Spinazzola

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