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Honda, una moto che si guida col pensiero: depositato il brevetto

Honda, una moto che si guida col pensiero: depositato il brevetto presso l’ufficio di riferimento negli Stati Uniti. Il futuro potrebbe essere fantascientifico

Honda, una moto che si guida col pensiero: depositato il brevetto (Foto: Getty)

Honda ha depositato un progetto presso l’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti per quanto riguarda il possibile sviluppo e la produzione di un’interfaccia cervello-macchina che consenta di controllare una moto col pensiero.

Sembra assurdo ma è così. La casa giapponese è già proiettata nel futuro, come spesso le è capitato, e ha realizzato delle bozze che rappresentano una novità assoluta.

Il brevetto è stato depositato lo scorso 26 novembre e rappresenta uno schema hardware/software in grado di esprimere un collegamento tra le intenzioni del centauro e il suo mezzo. Praticamente fantascienza. Gli input arrivano direttamente dalla mente del motociclista e vengono associati al movimento della due ruote.

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Honda, una moto che si guida col pensiero: il futuro è fantascienza

Honda, una moto che si guida col pensiero: il futuro è fantascienza (Foto: Getty)

La nuova domanda di brevetto proviene dalla struttura di ricerca e sviluppo americana di Honda con sede a Los Angeles. Potrebbe sembrare pura fantascienza ma non è cosi, visto che lo stesso Elon Musk si sta concentrando sulla “neurotecnologia” del cervello. Una connessione diretta tra mente e computer, che potrebbe caratterizzare il futuro della mobilità.

Il principio dell’idea di Honda è abbastanza semplice: indossi un casco con elettrodi incorporati che possono captare i segnali delle onde cerebrali e inviarli a un computer “Cervello-Macchina-Interfaccia”. Quest’ultima le interpreta e le applica ai movimenti della moto. In più potrebbero essere aggiunti degli aiuti alla guida autonomi, per correggere eventuali errori nelle intenzioni. Insomma un modo praticamente perfetto per evitare incidenti ed accrescere la sicurezza. Almeno sulla carta, vedremo poi nella realtà.

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Angelo Papi

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