Formula 1

Formula 1, Wolff critica il regolamento: la citazione su Shakespeare

Toto Wolff critica la direzione di gara dopo il primo Gp della Formula 1: il team principal della Mercedes chiede chiarezza

Verstappen ed Hamilton (Getty Images)

Lewis Hamilton è ripartito alla grande: successo per la Mercedes davanti alla Red Bull di Verstappen al termine di un weekend che ha visto il pilota olandese sempre in testa. A decidere l’appassionante testa a testa è stata la decisione dei commissari di gara di obbligare Verstappen a restituire la posizione al campione del mondo dopo averlo sorpassato superando i limiti della pista nella curva 4 del circuito del Bahrain. Una scelta che ha ovviamente seccato non poco la Red Bull e il suo pilota, ma che ha provocato anche le critiche a sorpresa di Toto Wolff che di quella decisione si è avvantaggiato. La vittoria di Hamilton non basta però al team principal Mercedes per evitare polemiche con la direzione gara. Le sue parole su quanto accaduto in Bahrain sono chiare.

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F1, Wolff chiede chiarezza nei regolamenti

Hamilton (Getty Images)

Michael Masi, direttore di gara della F1, ha spiegato il motivo della sanzione a Verstappen, ma le sue parole non bastano a calmare le acque. Toto Wolff spiega di essere “confuso” e racconta quel che è accaduto: “All’inizio della gara, era stato detto che superare i limiti di pista alla curva quattro non avrebbe portato a delle penalità“. Una scelta poi contraddetta in gara: “Improvvisamente ci hanno detto che se continuavamo ad andare larghi sarebbe stato visto come un vantaggio e avrebbe potuto portare ad una potenziale penalità“.

Cosa che è accaduta con Verstappen ma non con Hamilton che pure in diverse occasioni a superato i limiti nello stesso punto: “Non potevamo fare niente. Alla fine questa decisione ci ha fatto vincere la gara: Verstappen è andato largo e per la direzione di gara ha avuto un vantaggio. Quindi ha dovuto restituire la posizione e questo ci ha consentito di vincere“. Il problema però è che i regolamenti non possono essere così interpretabili: “Serve chiarezza, i messaggi devono essere chiari e non come un romanzo di Shakespeare“.

Bruno De Santis

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