Lewis Hamilton (Getty Images)
Michael Masi, direttore di gara della F1, ha spiegato perché Lewis Hamilton non è stato sanzionato per la retromarcia fatta nel GP di Imola.
Lewis Hamilton (Getty Images)
Non è stata affatto una domenica facile per Lewis Hamilton a Imola. Il sette volte campione del mondo di Formula 1 ha chiuso la gara in seconda posizione, ma aveva rischiato di non finirla proprio.
Al 31esimo giro, infatti, era finito lungo alla curva Tosa e ha sbattuto contro le barriere. La sua Mercedes è stata danneggiata all’anteriore, ma il pilota è riuscito a uscire dalla ghiaia prima di avere la fortuna che uscisse la bandiera rossa e neutralizzasse la corsa. Molti hanno criticato la sua retromarcia per tornare in pista, considerata pericolosa. Nessuna investigazione e pertanto nessuna sanzione per lui.
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Lewis Hamilton (Getty Images)
Michael Masi, direttore di gara della F1, ha spiegato perché Hamilton non era punibile per la manovra effettuata dopo l’incidente: «Il team stava radioguidando Lewis nella manovra – riporta Motorsport.com – dicendogli dove si trovava. Pertanto non abbiamo ritenuto necessario considerare la possibilità di riferirlo ai commissari. Noi valutiamo caso per caso, calcolando le circostanze attorno al fatto. Utilizzare la retromarcia nelle condizioni in cui è sicuro farlo è consentito».
Al pilota della Mercedes è andata decisamente bene. In altri casi dei colleghi sono stati penalizzati per manovre simili. Masi ha affermato che il fatto che il team lo stesse guidando è stato un fattore decisivo, però i più maliziosi si domandano se sarebbe stata presa la stessa decisione con altri driver coinvolti al posto di Hamilton. Impossibile saperlo. La cosa importante è che non ci sia stato alcun incidente provocato dalla retromarcia di Lewis.
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