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Auto, stop a benzina e Diesel in UE: l’ambizioso obiettivo

L’Unione Europea non sembra essere intenzionata a fermarsi: si lavora per lo stop alla vendita delle auto a benzina e Diesel nei prossimi anni.

Il mondo dei motori sta vivendo una fase di transizione importante, in cui ormai da tempo tutte le case automobilistiche sono parti attive. Le vetture che vengono immesse sul mercato, infatti, sono caratterizzate da basse emissioni e consumi ridotti proprio per poter dare un contributo tangibile nei confronti dell’ambiente. Ma non ci si vuole limitare a questo: l’Unione Europea è infatti intenzionata non mettere più in vendita auto a benzina e Diesel per puntare su modelii ecologici.

Pur non essendo ancora stata presa una decisione definitiva in merito, quel momento potrebbe essere più vicino di quanto si possa pensare. Si pensa infatti di arrivare allo stop entro il 2030, ma per le aziende del settore diventa fondamentale muoversi fin da ora e non farsi trovare impreparate.

Auto diesel (Foto: Getty Images)

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Auto benzina e Diesel, stop alla vendita: l’idea dell’Unione Europea

Qual è lo scenario che dobbiamo attenderci? La prima data utile da tenere presente è più vicina di quanto si possa pensare. Il 14 luglio sarà “presentato a Bruxelles un pacchetto legislativo (Fit for 55) che si pone l’obiettivo di aiutare gli Stati membri a ridurre le emissioni nocive del 55% entro il 2030– scrive il Sole 24 Ore -.

La differenza rispetto a quanto si era pensato fino a qualche tempo fa è evidente. Finora, infatti, si era parlato di un calo del 40% rispetto ai livelli del 1990. “Per far sì che questo possa accadere è necessario siano introdotte norme ad hoc che possano ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, vietare la vendita di auto nuove dotate di motore a combustione, aumentare l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile tra cui l’energia solare, eolica e idroelettrica e stimolare opzioni di energia pulita per l’aviazione e la navigazione” – scrive ancora il quotidiano.

Nonè escluso possa essere introdotto anche un dazio ambientale per altri settori produttivi quali acciaio, cemento, fertilizzanti. L’idea alla base è quella di promuovere attività che possano comportare un beneficio nei confronti dell’ambiente.

Ilaria Macchi

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