Moto GP

Marquez, scongiurato un pericolo ma i dubbi restano: ancora non può farlo

Marc Marquez continua con la terapia conservativa e il ricorso alla sala operatoria sembra scongiurato. Ma restano ancora alcuni dubbi.

Marc Marquez (Getty Images)

L’ultimo comunicato stampa diramato da Repsol Honda non dà notizie totalmente rassicuranti sullo stato di salute di Marc Marquez. E’ vero che al momento non è previsto un intervento chirurgico per il campione di Cervera, ma deve continuare a restare a riposo senza poter saltare in moto. E i tempi del rientro restano ancora incerti per via del disturbo della diplopia.

Il processo di guarigione fa passi avanti, per una persona comune l’ultima visita sarebbe un bel sospiro di sollievo. Ma per un pilota è diverso, la vista dovrà tornare al 101% per poter tornare sulla griglia della MotoGP. Agli inizi di febbraio la stagione 2022 inizierà con il primo test ufficiale, HRC dovrà mettere a punto gli ultimi dettagli della RC213V prima della omologazione prevista per il primo Gran Premio del Qatar. La sua presenza sarà già di vitale importanza, ma al momento nessun indizio lascia pensare che Marc Marquez ci sarà.

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Marquez ancora a riposo

Marc Marquez (Foto LaPresse)

Il campione deve restare in attesa e senza potersi allenare. Non ritornerà fino a quando non sarà al top della sua condizione e c’è il rischio che anche questa stagione possa essere contrassegnata da alti e bassi. Sarebbe il terzo Mondiale MotoGP per Marc e la sua squadra senza la possibilità di poter puntare al titolo mondiale. In questa pausa invernale proseguirà con una terapia conservativa che tradotto in altri termini significa almeno un altro mese di riposo e senza moto.

Del resto la preparazione atletica è importante per i piloti odierni, come ha spiegato lo stesso fuoriclasse spagnolo a DAZN: “Tanti anni fa nel mondo del motociclismo la preparazione fisica era importante ma tu non eri un atleta”, ha spiegato Marc Marquez. Si è sempre allenato costantemente sull’elasticità per affrontare al meglio salvataggi e cadute. “E’ la parte più noiosa in palestra, ma che richiede più dedizione. Guadagnare elasticità mi ha salvato da molte cadute e da molti infortuni“.

Luigi Ciamburro

Giornalista con la passione dei motori dal 2008. Classe 1980, laureato in Lettere moderne con indirizzo pubblicista.

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