Moto GP

MotoGP, la rabbia del pilota: “Preferisco restare a casa”

Joan Mir amaro dopo la gara del Mugello: la Suzuki GSX-RR non si è mai rivelata la moto tradizionalmente competitiva del passato.

Dopo l’annuncio dell’addio della Suzuki al campionato di MotoGP anche i risultati iniziano a venire meno. Livio Suppo sostiene che nei tempi sul giro, quindi in occasione delle qualifiche, manchi qualcosa di personale al duo di piloti formato da Alex Rins e Joan Mir, ma anche sul passo gara al Mugello le prestazioni sono state deludenti.

Joan Mir (foto LaPresse)

Joan Mir è partito dalla 17esima piazza in griglia con la sua Suzuki GSX-RR, ma a sette giri è caduto racimolando uno zero per una classifica che mai come in questo momento conta poco. Dopo la corsa il campione maiorchino era visibilmente amareggiato per la mancata competitività del suo pacchetto. “Sapevo che non potevo fare 23 giri di grande livello con questa moto. Ero dietro a Jorge Martin e qualcun altro alla fine del rettilineo. A causa della scia non sono riuscito a frenare come dovuto, ero un po’ fuori dalla linea ideale. Poi sono caduto per aver perso la ruota anteriore“.

Joan Mir frustrato dopo il Mugello

Joan Mir (foto Ansa)

Sin dal venerdì di prove libere Joan Mir e la sua GSX-RR non hanno mai trovato la giusta intesa per puntare alle zone di vertice, il GP del Mugello si è rivelato un fine settimana da archiviare, sperando in un riscatto, quantomeno personale, nel prossimo round in programma al Montmelò fra pochi giorni. “Il feeling per tutto il weekend non era normale – riporta Speedweek.com -. Non so cosa sia successo. Non sono stato in grado di eguagliare la nostra velocità in curva della stagione scorsa“.

Difficile risolvere certi problemi, con un team che ormai perde parte dei suoi stimoli in vista di un addio al Mondiale. Joan Mir detta comunque la linea, nella speranza di un pizzico di orgoglio da parte dei vertici della Casa di Hamamatsu: “Dobbiamo fare un passo molto grande per poter fare  qualcosa. Piuttosto che lottare dietro preferisco restare a casa“.

Nelle prime sei gare la Suzuki si è dimostrata una delle moto più costanti, dopo la gara e il test di Jerez de la Frontera qualcosa è inevitabilmente venuto meno. “L’ingresso in curva e la frenata sono i nostri problemi. La velocità nelle curve lunghe è troppo bassa. Di solito è il nostro punto di forza“, ha aggiunto il pilota di Maiorca. “È strano che la nostra moto non funzioni su piste dove in passato siamo andati bene“.

Luigi Ciamburro

Giornalista con la passione dei motori dal 2008. Classe 1980, laureato in Lettere moderne con indirizzo pubblicista.

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