Danilo Petrucci e il passato in MotoGP: “Le mie difficoltà iniziate nel 2020”

Danilo Petrucci ritorna a parlare di MotoGP, della sua esperienza e dei problemi che lo hanno spinto a lasciare il Mondiale.

Nelle ultime settimane si fa un grande parlare di Toprak Razgatlioglu che dal 2024 potrebbe passare dalla Superbike alla MotoGP. Il campione turco vuole coronare il sogno di ogni pilota e magari cercare di scrivere una pagina di storia anche in quella categoria, sebbene non sarà certo una passeggiata. Ne sa qualcosa Danilo Petrucci che, dopo due vittorie in MotoGP, ha chiuso la parentesi Motomondiale per passare prima alla Dakar e poi al MotoAmerica.

Danilo Petrucci
Danilo Petrucci (foto Ansa)

Petrux oggi guida il campionato Superbike USA con una Panigale V4R, dopo una lunga esperienza in classe regina. Ha lasciato il massimo campionato alla fine del 2021, dopo una difficile stagione in sella alla KTM RC16. Sono bastate poche gare per capire che difficilmente avrebbe trovato un buon feeling con la moto. A monte del mancato adattamento una questione di gomme e, soprattutto, di peso e altezza oltre la media. “Toprak è un animale in frenata!“, ha detto Petrucci a Crash.net. “Non so se in MotoGP potrà frenare forte come in Superbike, ma credo che possa fare bene“.

Petrucci oltre la media fisica

Danilo Petrucci
Danilo Petrucci (Ansa Foto)

La MotoGP di oggi è cambiata non poco rispetto agli anni precedenti. A volte basta una piccola modifica per spezzare l’equilibrio tra moto e pilota. Come è accaduto a Danilo Petrucci nel 2020, quando la nuova carcassa posteriore lo ha costretto a dover fare a meno del suo punto forte, la frenata brusca. “Le mie difficoltà sono iniziate all’inizio del 2020, quando la nuova gomma posteriore non mi ha aiutato a fermare la moto. Di conseguenza sono peggiorato in frenata, che era il mio punto di forza“.

Ma Danilo Petrucci ha avuto anche un altro problema che si è sempre trascinato negli ultimi anni, quello del fisico. Alto 181 cm per 80 kg di peso, numeri che incidono fortemente sull’accelerazione, privilegiando i piloti di piccola corporatura e peso, come in passato avveniva per Dani Pedrosa. “Se sei basso e leggero hai un vantaggio. Lo scorso anno avevo problemi sui rettilinei e questo handicap di 0.2-0.3 è qualcosa che non puoi regalare in MotoGP. Se sei più leggero di 10 kg puoi avere un vantaggio di 0,2 secondi a giro“.

Un problema di cui soffre anche Luca Marini, che da tempo avanza la richiesta di sancire un peso minimo moto-pilota come avviene in molte altre categorie del motorsport. “Le dimensioni fisiche sono sempre state il mio problema in MotoGP… Se guardi ora alla griglia della MotoGP sono sempre di più quelli piccoli. Siccome ci sono i migliori piloti al mondo tutti sono molto bravi e perdere qualcosa perché sei più alto è dura da accettare“, ha concluso Petrucci.

 

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