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Autovelox, non tutti funzionano sempre: il “trucchetto” per saperlo

Per rilevare la velocità degli automobilisti le autorità solitamente si affidano agli Autovelox di cui, però, ne esistono diversi tipi.

(Ansa Foto)

Quando guidiamo un’Auto bisogna sempre prestare la massima attenzione. Il rischio, infatti, oltre a quello estremo di rimanere coinvolti in un incidente, è quello di ricevere multe che possono essere più o meno salate a seconda del tipo e gravità dell’infrazione.

Tra le sanzioni più frequenti degli ultimi anni figurano quelle per eccesso di velocità, che nel 2021, in Italia, è stata l’infrazione più commessa con il 35,82% del totale di tutte le multe emesse nell’intero anno. Un indice, questo, di come le autorità svolgano controlli capillari in tutto il territorio nazionale avvalendosi di appositi strumenti che servono per la rilevazione della velocità. Quello più famoso è senz’altro l’Autovelox, di cui, però, vanno fatte alcune distinzioni.

I tipi di Autovelox

Escludendo i Tutor, che sono strumenti che rilevano la media della velocità in un determinato tratto di strada, esistono essenzialmente due tipi di Autovelox: quelli a postazione fissa e quelli a postazione mobile.

Partendo da quest’ultimi, come suggerisce il nome, si tratta di un macchinario che può essere montato e smontato dagli agenti ogniqualvolta debbano svolgere questo tipo di attività.

Ben diversi nella forma, ma uguali nella sostanza, sono invece le postazioni fisse, che altro non sono che colonnine con all’interno due fotocellule che rilevano la velocità di un veicolo al momento del transito.

(Ansa Foto)

Pertanto, questi stessi strumenti rappresentano un buon motivo per convincere gli automobilisti a rispettare i limiti di velocità, quantomeno nel punto in cui sono posizionati. Anche perché, se colti in flagrante, le multe possono essere elevate.

Si va dai 41-169 euro previsti in caso di eccesso di non oltre 10 km/h agli 829-3.316 euro, decurtazione di 10 punti dalla patente e sospensione della stessa licenza per un periodo compreso tra 6 e 12 mesi per chi supera i limiti di oltre 60 km/h.

Queste sanzioni sono stabilite dall’art. 142 del Codice della Strada che regola l’intera materia dell’eccesso di velocità.

Tornando però alla differenza tra i vari tipi di Autovelox, oltre alla suddetta, ce ne sarebbe un’altra, che riguarda esclusivamente le postazioni fisse e che, inoltre, può creare confusione tra gli automobilisti. Uno dei due, infatti, potrebbe non essere sempre in funzione.

Come riconoscere quelli in funzione

Stiamo parlando della differenza tra gli Autovelox blu e quelli arancioni. In particolare, i primi sono caratterizzati, per l’appunto, dalla presenza di una colonnina di colore blu. La loro forma è squadrata e sono realizzati in metallo, mentre al loro interno si trova il sistema che rileva la velocità. Ma cosa più importante da sapere è che questi Autovelox sono sempre in funzione, sia di giorno che di notte.

(Ansa Foto)

Peraltro, oltre che per rilevare un eventuale eccesso, queste stesse colonnine possono altresì ospitare attrezzature che possono individuare l’eventuale mancanza di assicurazione, revisione o altro di un veicolo.

Diverso è, invece, il caso delle colonnine arancioni, che non sempre sono funzionanti, poiché spesso vengono utilizzati come meri dissuasori. Infatti, la legge prevede che per questo tipo di Autovelox – chiamato anche Velo Ok – è necessaria la presenza di una pattuglia nelle immediate vicinanze affinché l’eventuale multa comminata sia valida. Queste colonnine si vedono per lo più su strade urbane ed extraurbane secondarie.

Dunque, per sapere se sono in funzione, potrebbe bastare notare l’eventuale presenza di agenti nell’area circostante. Altrimenti, potrebbe essere sufficiente attivare un navigatore che abbia la funzione di segnalazione degli Autovelox fissi e mobili.

Francesco De Vincenzo

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