SuperBike

SuperBike, dove eravamo rimasti: la classifica prima di Portimao

Il Mondiale Superbike approda in Portogallo dal 7 al 9 ottobre. Bautista prova a prendere il volo, Rea e Razgatlioglu inseguono.

Il campionato del mondo di Superbike giunge al nono appuntamento stagionale, sul circuito di Portimao, dove la Ducati arriva saldamente al comando della classifica con Alvaro Bautista a quota 394 punti. Il pilota spagnolo ha dominato l’ultimo turno casalingo in Catalunya con un formidabile tris che gli ha consentito di rimediare all’incidente con Jonathan Rea a Magny Cours.

Alvaro Bautista (foto LaPresse)

Per la Casa di Borgo Panigale sembra essere l’anno giusto per riportare a casa il titolo mondiale SBK, colmando quel vuoto che avanza dal 2011, quando a conquistare lo scettro iridato delle derivate di serie fu un altro spagnolo, Carlos Checa. Prima di mettere le mani sullo scettro iridato Bautista dovrà vedersela con i due big e diretti inseguitori Toprak Razgatlioglu e Jonathan Rea, rispettivamente a 335 e 327 punti.

Mondiale SBK una vicenda a tre

Jonathan Rea (foto Ansa)

Non può più sbagliare Jonathan Rea con la sua Kawasaki Ninja ZX-10RR. Non vince una gara dal weekend di Estoril a maggio, da allora il suo distacco dal leader della Ducati Alvaro Bautista è passato da 17 a 67 punti. Il campione in carica Toprak Razgatlioglu, in sella alla sua Yamaha R1, ha superato il sei volte iridato ma ha un distacco di 59 punti che rende tutto più difficile.

La pista di Portimao si addice bene alle caratteristiche di guida di Rea, anche se il lungo rettilineo di 969 metri è un punto a favore delle Panigale V4R. La speranza dell’alfiere Kawasaki è di ripetere l’impresa della stagione 2019, quando riuscirà a raggiungere e sorpassare in classifica Alvaro Bautista, che fino alla pausa estiva sembrava il grande favorito. Ma stavolta sarà diversa la musica. Ad assicurarlo è il leader del campionato, ritornato quest’anno in Ducati dopo un biennio molto opaco con la Honda. “Rispetto a tre anni fa vivo tutto in modo diverso“, ha dichiarato il 37enne a Speedweek.com. “Non avevo esperienza all’epoca. Sono stato molto veloce nelle prime gare, ma non sapevo perché. Poi ho cominciato a cadere e neppure sapevo il motivo. Oggi conosco molto meglio le gomme e i limiti. So spingere il limite senza superarlo“.

Ben più distaccati gli altri piloti nella classifica Mondiale Superbike, a dimostrazione che i primi tre sono di un altro pianeta. Al quarto posto in classifica c’è Michael Ruben Rinaldi, che ha recentemente rinnovato il contratto con Aruba.it Racing Team, con 205 punti, seguito da Andrea Locatelli a 173, Axel Bassani a 170 e Alex Lowes a 161.

Luigi Ciamburro

Giornalista con la passione dei motori dal 2008. Classe 1980, laureato in Lettere moderne con indirizzo pubblicista.

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