Andrea Iannone (Getty Images)
Il pilota di MotoGP Andrea Iannone è stato deferito in merito al caso di doping, ora dovrà presentarsi alla corte disciplinare della Fim
Andrea Iannone (Getty Images)
Il pilota di MotoGP Andrea Iannone è stato deferito lo scorso 18 gennaio dopo la conferma di doping da parte delle contro analisi sul campione B dell’urina prelevata in occasione del GP della Malesia. Ora il l’uomo dell’Aprilia dovrà presentarsi davanti alla corte disciplinare della Fim il 4 febbraio prossimo. In caso di assoluzione il pilota potrebbe addirittura riuscire a partecipare ai test di Sepang che sono in programma dal 7 al 9 febbraio. La difesa del pilota punta sui minimi valori emersi e sulla contaminazione alimentare da carne di 1150 nanogrammi per millilitro di urina. Questa rimane solo un’ipotesi che però dà un barlume di speranza a Iannone. In caso di squalifica i tempi possono essere sia pressoché nulli che arrivare a 4 anni.
Il pilota, appena emersa la faccenda riguardante il doping, ha espresso le sue sensazioni ai microfoni de La Gazzetta dello Sport: “Ho la coscienza a posto, non voglio fermarmi. La moto è la mia vita, non sono sciocco da giocarmela per altre cose o queste recenti vicende. Nel 2018 ero nel sistema del passaporto biologico della Wada dove sorteggiano 5 piloti che devono essere sempre reperibili e si deve avvisare dei propri spostamenti per i controlli. Fui testato spesso, almeno 3 volte in Asia, ma anche fuori”.
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