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Android Auto Wireless, il prototipo: funzioni e novità

Android Auto Wireless, il progetto per collegare il cellulare al display senza utilizzare cavi. I dettagli del prototipo e il suo funzionamento

Android Auto Wireless, il prototipo: funzioni e novità

La tecnologia è sempre più importante nelle auto. La dotazione di strumenti per il cosiddetto “infotainment” fanno spesso la differenza nella scelta di questo o quel modello. Per facilitare la sincronizzazione con il cellulare, in modo da poter utilizzare le mappe o accedere alle playlist preferite per accompagnare il viaggio con la musica, si moltiplicano soluzioni e progetti.

Emil Borconi-Szedressy, sviluppatore con quattro app all’attivo disponibili su Google Play, ha concentrato negli ultimi anni la sua attività su Android Auto. Si tratta del sistema che consente di collegare il telefonino, a patto che abbia il sistema operativo principale rivale di Apple, al display dell’auto. Si possono inviare messaggi, far partire telefonate e gestire tutte le app del cellulare attraverso comandi vocali. Finora, però, bisogna collegare con i cavi il cellulare al display.

Il progetto, di cui esiste solo un prototipo presentato e attualmente in vendita sul sito Indiegogo, permette di fare tutto questo attraverso una connessione WiFi, senza fili. Borconi-Szedressy ha realizzato infatti un device Plug & Play, di quelli automaticamente riconosciuti senza dover installare software.

E’ questo piccolo box, un quadrato di cinque centimetri per cinque, che va collegato alla porta USB dell’auto. Si fa una volta, si lascia il device nella porta, e la sincronizzazione con il cellulare sarà automatica.

Leggi anche – Android Auto, Google Maps si rinnova: arriva l’Assistant e la Driving Mode

Android Auto Wireless, il nuovo prototipo

Android Auto (foto Getty)

Borconi-Szedressy ha iniziato a lavorare al progetto nel 2018. Dopo aver tentato di utilizzare un secondo telefono Android per collegare il cellulare e il display dell’auto, l’iniziativa ha preso una strada diversa grazie all’aiuto di un altro sviluppatore.

In questo modo hanno scritto il proprio codice in modo che l’hardware, il box dunque, potesse funzionare con tutte le  tipologie di auto e con tutti i cellulari su cui è montato il sistema operativo Android.

Si possono anche ordinare questi prototipi, con consegna prevista a marzo. I creatori sperano anche di arrivare, attraverso il crowd-funding, alla quota di capitale sufficiente perché ne vengano prodotte almeno tremila unità.

Alessandro Mastroluca

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