Mick Schumacher l'esploratore: "Amo viaggiare, mi piacciono i serpenti" (foto Getty)
Mick Schumacher, che debutta in Formula 1 con la Haas nella stagione 2021, ha raccontato le sue passioni. Ha rivelato un gusto da vero esploratore
Mick Schumacher l’esploratore: “Amo viaggiare, mi piacciono i serpenti” (foto Getty)
Mick Schumacher non ha mai pensato ad una carriera alternativa a quella di pilota, ha confessato. Se mai dovesse trovarsi costretto a farlo, di strade da percorrere ne avrebbe tante. In un’intervista pubblicata sul sito della Formula 1, inizialmente realizzata per il programma ufficiale del GP di Abu Dhabi che ha chiuso il Mondiale 2020, Schumacher ha parlato infatti più di strade che di piste.
Ha raccontato il suo amore per i viaggi, per le destinazioni inusuali, per la natura anche selvaggia. “Sono stato diverse volte in India quando correvo per l’MRF Challenge, e in Australia anche – ha detto -. Mi è sempre molto piaciuto andare in quei posti. Le persone sono molto diverse e impari tanti“.
Per un viaggio futuro, quando sarà di nuovo possibile programmarlo al di là delle bolle sanitarie e del distanziamento, gli piacerebbe conoscere lo Sri Lanka. O andare in Costa Rica, dice. “Adoro la natura, mi piacciono i serpenti, le rane, cose così. Non i ragni, devo essere onesto”.
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Mick Schumacher, autoritratto da pilota (foto Getty)
La passione per la natura si combina però con una professione che lo mette a contatto con l’evoluzione della tecnologia spinta all’estremo della ricerca. Non è un caso, dunque, che il film più amato dal “cine-maniaco” Schumacher junior sia Avatar, insieme alla saga del mago Harry Potter.
Dall’intervista emerge il ritratto di un giovane pilota che adora la competizione e i confronti ravvicinati in pista. Magari, spostandoli anche su fronti, come le freccette. A Sochi, inoltre, si è divertito per la prima volta a giocare a basket con l’amico Sean Gelael, pilota anche lui.
Completare un giro con tutti i tre settori in fucsia, il colore che nella grafica ufficiale identifica il miglior tempo in quel tratto, “ti riempie di gioia. Poi se completi quel giro perfetto in qualifica e vinci la gara, la sensazione è indescrivibile”.
Come ogni lavoro, anche il suo ha delle contro-indicazioni. “Non vedi tanto la famiglia, passi tanto tempo fuori – dice -. Però è anche vero che se vai in ufficio dalle 9 alle 5 non è che la vedi poi molto di più. Io ho fatto della mia passione il lavoro, sacrificare molto altro per me è facile”.
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