Con il Suv sulla spiaggia protetta in Salento, la multa è salatissima – Video

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:45

Arriva dalla Calabria fino a Porto Cesareo, in Puglia, per fare un giro in SUV sulla spiaggia del Salento. 2.700 euro di multa

Dalla Calabria al Salento per un giro in spiaggia col SUV: multa salatissima
Dalla Calabria al Salento per un giro in spiaggia col SUV: multa salatissima (Getty/archivio)

Si mette in macchina e parte dalla provincia di Cosenza per arrivare fino in Puglia, a Porto Cesareo. L’intenzione è di fare un giro in spiaggia col SUV: ma non una qualsiasi. L’obiettivo era arrivare su una di quelle bianche ed esclusive, tipiche del Salento. Come riporta il “Corriere della Sera”, era questa l’idea di un residente in Calabria, che domenica ha fatto salire a bordo della sua automobile anche moglie e due figli e si è messo in viaggio per circa 300 chilometri.

Arrivato a Porto Cesareo è entrato in spiaggia: si trattava di una zona protetta con divieto assoluto di circolazione per qualsiasi mezzo non autorizzato, ma l’uomo ha sfruttato un varco nella recinzione causato dalla rottura di un muretto. Ignorati tutti i cartelli che segnalavano il divieto.

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Dalla Calabria alla Puglia per portare il SUV in spiaggia: super multa

Il SUV ha “esplorato” il tratto di sabbia bianca avvicinandosi pericolosamente alla riva e facendo anche delle piroette, come testimoniano gli evidenti segni lasciati sulla spiaggia, che hanno sporcato e rovinato l’area. In più, il veicolo ha anche finito per insabbiarsi: gli occupanti del SUV sono dovuti scendere e a fatica hanno liberato l’auto. La scena è stata notata dal personale preposto a sorvegliare l’area, che ha immediatamente chiamato i carabinieri.

Accorsi sul posto, i militari hanno trovato il SUV mentre si accingeva a uscire dalla spiaggia, ma lo hanno bloccato. L’uomo è stato sanzionato con ben 2.700 euro di multa. Diverse le violazioni: la più grave quella per aver rovinato un’area protetta, l’altra riguarda la violazione delle norme anti Covid che vietano lo spostamento tra regioni senza comprovati motivi di necessità.