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500 Miglia Indianapolis: Helio Castroneves nella leggenda, quarta vittoria

Helio Castroneves conquista la sua quarta vittoria nella 500 Miglia di Indianapolis al termine di una gara che ha offerto un testa a testa palpitante negli ultimi giri

Helio Castroneves conquista la sua quarta vittoria alla 500 miglia di Indianapolis (Getty Images)

Lo chiamano il pantheon: il club estremamente ristretto di chi è riuscito a conquistare almeno quattro volte la 500 Miglia di Indianapolis. Ora c’è anche lui, Helio Castroneves, grande protagonista della edizione numero #105 di una delle corse automobilistiche più amate e popolari del mondo

500 Miglia Indianapolis, vince Castroneves

La vittoria di Castroneves si concretizza solo ed esclusivamente nei convulsi giri finali in una ressa furiosa e dopo un testa a testa palpitante con Alex Palou che si risolve in favore del pilota sudamericano, 46 anni, capace di difendersi, rintuzzare, spingere al massimo e soprattutto di non cedere alla pressione e a una qualsiasi sbavatura.

Castroneves raggiunge così nel club dei quattro volte vincitori della Indy 500 idoli assoluti come A.J. Foyt, Al Unser e Rick Mears. Era da trent’anni che a nessuno riusciva l’impresa: e Castroneves, per quanto considerato sempre uno dei favoriti, alla vigilia non era certo considerato tra i candidati alla vittoria. Il pilota brasiliano vince a dodici anni di distanza dalla sua ultima bevuta di latte sulla Victory Lane: i suoi successi risalgono a 2001, 2002 e 2019 e 2014.

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Indy 500, la corsa

La gara era partita con Scott Dixon a dettare l’andatura dalla pole position ma prima Colton Herta e poi Rinus VeeKay hanno tentato di isolarsi al comando in una situazione di stallo estremamente strategica nella quale nessuno sembrava voler fare il passo più lungo. Con Will Power lontanissimo e costretto a rincorrere anche per via di un problema in partenza i tre leader passano indenni dai primi pit-stop cercando di imporre un ritmo molto alto pur senza collaborare granché. Alla fine a decidere di alzare il ritmo è proprio Castroneves, cui risponde con lo stesso tono solo Herta.

Una situazione cristallizzata nella quale ognuno sembra semplicemente aspettando l’errore dell’altro. Con qualche emozione: Rahal riparte dai box con una gomma stretta male e finisce contro il muro mentre la ruota cade sul muso della vettura di Daly, fortunatamente senza gravi conseguenze. Davanti altre schermaglie: con almeno sei piloti in grado di puntare alla vittoria a meno di un secondo di distanza.

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Castroneves dedica la sua vittoria ad Andre Ribeiro pilota Indycar brasiliano recentemente scomparso (Getty Images)

Il rush finale

Tutto si decide con l’ultima sosta: Dixon esce dai rabbocchi attardato, Newgarden riparte e si ritrova dietro Castroneves che effettua l’ultimo pit-stop con la benzina contata per arrivare al traguardo. Il gruppo di testa si sfilaccia fino a quello che diventa un autentico testa a testa con Castroneves e Palou a giocarsi il tutto per tutto. Al giro 196 Palou passa, due giri dopo è il brasiliano a tornare in testa dando tutto il gas che ha fino alla fine e tenendo a distanza Palou e O’Ward distanti di pochi decimi alle sue spalle.

Una vittoria determinata da una strategia perfetta ma anche da un sorpasso chirurgico con Pagenaud che all’ultima curva beffa O’Ward piazzandosi al terzo posto. A seguire Ed Carpenter e due outsider come Santino Ferrucci Sage Karam davanti a Rinus VeeKay, Juan Pablo Montoya e Tony Kanaan. Al suo arrivo Castroneves ha dedicato la vittoria al ricordo di Andre Ribeiro, pilota brasiliano di IndyCar scomparso pochi giorni fa.

La classifica generale della IndyCar Series dopo le prime sei prove, con sei vincitori diversi, vede Alex Palou in testa con 248 seguito da Dixon (212), O’Ward (211) e Pagenaud (201).

Il sorpasso decisivo di Castroneves e il suo rush finale

Stefano Benzi

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