Formula 1

George Russell se lo ricorda bene: “Era l’uomo da battere”

George Russell se lo ricorda bene: "Nel go-kart era l'uomo da battere". Il pilota Mercedes racconta la sua rivalità giovanile con Nyck De Vries e spiega perché l'olandese meritava la Formula 1.

George Russell
George Russell (Foto: LaPresse)

George Russell se lo ricorda bene: “Era l’uomo da battere”. Il pilota Mercedes ha parlato dell’arrivo in Formula 1 di Nyck De Vries, suo ex rivale nei kart quando erano poco più che bambini: “Nel go-kart era l’uomo da battere”.

La griglia della Formula 1 è da sempre un ecosistema in continua evoluzione, dove i percorsi dei piloti si intrecciano fin dalle categorie giovanili. Pochi lo sanno meglio di George Russell, che ha condiviso piste e battaglie nei kart con alcuni di quelli che sarebbero diventati i nomi più celebri del Circus: Max Verstappen, Charles Leclerc, Alexander Albon e Nyck De Vries. Quando quest’ultimo ha finalmente ottenuto il suo posto in Formula 1, Russell non ha nascosto la soddisfazione — e il ricordo nitido di un ragazzino che, all’epoca, era il più forte di tutti.

George Russell

George Russell (Foto: LaPresse)

Il contesto: una griglia in continuo cambiamento

Il panorama della Formula 1 ha vissuto stagioni di profondi rimescolamenti. Tra gli esclusi eccellenti figura Daniel Ricciardo, che ha lasciato McLaren — rimpiazzato dall’esordiente Oscar Piastri dopo la controversa diatriba con Alpine. Fernando Alonso ha scelto l’Aston Martin dopo due anni di alti e bassi a Enstone, lasciando il posto in Alpine a Pierre Gasly, uscito definitivamente dall’orbita Red Bull. Proprio la scuderia di Milton Keynes, per rimpiazzare Gasly in AlphaTauri, ha guardato fuori dalla propria Academy, puntando sul campione del mondo di Formula E Nyck De Vries, chiamato ad affiancare Tsunoda.

Sebbene De Vries facesse parte della scuola Mercedes, c’è chi all’interno del team ha accolto con entusiasmo la sua promozione in Formula 1. Si tratta proprio di George Russell che, in un’intervista riportata da GpFans, ha commentato l’arrivo nel Circus del suo ex rivale ai tempi dei kart.

George Russell se lo ricorda bene: “Era l’uomo da battere”

George Russell

Russell (Foto: LaPresse)

Le parole di Russell sono state inequivocabili. “Tra i ragazzi del karting, Nyck era l’unico a non essere arrivato in Formula 1 e probabilmente avrebbe meritato di arrivarci” ha dichiarato il pilota inglese. “Di quei cinque piloti, io, Alex, Max, Charles e Nyck (rispettivamente Albon, Verstappen, Leclerc e De Vries, ndr) che gareggiavamo ai tempi l’uno contro l’altro a 11, 12 anni, Nyck è stato l’unico a non farcela, quindi sono felice per lui“.

Russell ha poi fatto una rivelazione che vale la pena sottolineare: De Vries era il più forte del gruppo. “L’ho sempre stimato, nel go-kart era l’uomo da battere. Tra tutti noi, è stato probabilmente quello che ha avuto più successo“. Un giudizio netto, pronunciato da chi in quella stessa generazione di kartisti ha poi costruito una carriera di altissimo livello in Formula 1.

Perché De Vries ha aspettato così tanto? La spiegazione di Russell

Le doti evidenziate sui kart non sono bastate, da sole, a garantire a De Vries un posto nella massima categoria automobilistica. Su questo punto George Russell ha una sua lettura precisa: “Per arrivare in Formula 1, devi essere al posto giusto al momento giusto, quando c’è un’opportunità sulla griglia. Ma a volte le stelle non si allineano“.

Un’analisi che rispecchia una realtà ben nota agli addetti ai lavori: la Formula 1 non premia soltanto il talento puro, ma anche la capacità di trovarsi nel posto giusto al momento giusto — con il budget, il team e le circostanze favorevoli. De Vries, nonostante i titoli in Formula 2 e in Formula E, ha dovuto attendere il momento propizio.

La svolta di Monza: quando le stelle si sono finalmente allineate

Quella svolta è arrivata a Monza, dove De Vries è salito a bordo della Williams di Albon — senza preparazione specifica — fornendo una prestazione di grande livello che ha convinto i vertici della Formula 1 delle sue capacità. Russell ha commentato anche questo episodio: “Il numero di stelle che si sono allineate a Monza ha compensato la situazione. Ora sono curioso di vedere come se la caverà“. E ha aggiunto, senza riserve: “Non ho dubbi che si comporterà bene. Ha tutte le possibilità per diventare un grande pilota di Formula 1“.

Una testimonianza che vale doppio, venendo da un compagno di generazione che lo conosce dai tempi in cui i kart erano il loro intero mondo. George Russell se lo ricorda bene: Nyck De Vries era l’uomo da battere allora, e le premesse per esserlo anche in Formula 1 ci sono tutte.

FAQ: George Russell e Nyck De Vries

Cosa ha detto George Russell di Nyck De Vries?
Russell ha dichiarato che De Vries, ai tempi del karting, era “l’uomo da battere” tra un gruppo di giovani talenti che includeva anche Verstappen, Leclerc e Albon. Ha aggiunto di essere felice che l’olandese sia finalmente arrivato in Formula 1.
Quando si sono sfidati Russell e De Vries nel karting?
I due si sono affrontati da bambini, intorno agli 11-12 anni, nelle competizioni di karting giovanile insieme ad altri futuri protagonisti della Formula 1.
Come mai De Vries ha impiegato così tanto ad arrivare in Formula 1?
Secondo Russell, il problema non era il talento — che non è mai mancato — ma la difficoltà di trovare il momento e l’opportunità giusta. La svolta è arrivata con la straordinaria prestazione a Monza sulla Williams.
In quale team ha esordito De Vries in Formula 1?
De Vries ha ottenuto il suo posto da titolare in AlphaTauri, affiancando Yuki Tsunoda, dopo aver convinto tutti con la sua prestazione sostitutiva a Monza sulla Williams.
Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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