Formula 1

La Red Bull si tiene stretta i suoi “segreti”: l’ammissione dell’Ingegnere

La Red Bull si tiene stretta i suoi segreti tecnici: l'ammissione dell'Ingegnere Capo Paul Monaghan svela perché il team non porterà aggiornamenti significativi nelle ultime gare, per non mostrare le carte agli avversari in vista della stagione successiva.

Red Bull F1
La Red Bull di Verstappen (Foto: LaPresse)

Con il doppio titolo Piloti e Costruttori ormai in cassaforte, la Red Bull custodisce gelosamente i propri segreti tecnici: nelle ultime gare della stagione non arriveranno aggiornamenti significativi, per non mostrare le carte agli avversari in vista del campionato successivo. È l’ammissione diretta dell’Ingegnere Capo Paul Monaghan, che ha svelato la strategia del team di Milton Keynes.

Max Verstappen ha dominato la stagione in modo pressoché incontrastato: dopo una falsa partenza nei primi appuntamenti, ha inanellato vittorie su vittorie fino a conquistare il titolo mondiale con quattro gare di anticipo, confermandosi campione per la seconda volta consecutiva. Un risultato che racconta la superiorità tecnica di una vettura — la RB18 — che ha lasciato poco spazio alla concorrenza.

Red Bull F1

La Red Bull di Verstappen (Foto: LaPresse)

La RB18 è stata letteralmente inarrestabile tra le mani di Verstappen e, con il prezioso supporto di Sergio Perez, anche il titolo Costruttori è ormai in tasca. Si tratta di una doppietta storica, la prima per il team di Milton Keynes a distanza di nove anni dall’ultima. Tutte le scuderie rivali hanno già spostato il focus sulla stagione successiva per colmare il gap dalla Red Bull — ma anche quest’ultima non sta certo a guardare, decisa a riconfermarsi.

L’ammissione dell’Ingegnere: la Red Bull si tiene stretta i suoi segreti

È proprio qui che emerge la strategia più interessante: la Red Bull si tiene stretta i suoi segreti e lo fa in modo deliberato. A confermarlo è stato Rob Marshall, capo del settore tecnico della scuderia anglo-austriaca, che ha spiegato — senza entrare nei dettagli — a che punto si trova lo sviluppo della vettura. «Siamo passati completamente allo sviluppo della vettura del prossimo anno — le sue parole —. Restano ancora alcune piccole modifiche, ma non è in programma un passo importante quanto quello introdotto a Singapore».

Un’ammissione che, letta tra le righe, rivela molto di più di quanto sembri: il team non ha intenzione di mostrare agli avversari le soluzioni tecniche già pronte per la stagione futura, preferendo tenerle al riparo dagli occhi dei tecnici rivali fino all’ultimo.

La Red Bull guarda avanti: sviluppo già orientato alla prossima stagione

Red Bull Ferrari F1

(Foto: LaPresse)

A Singapore la Red Bull ha portato in pista un nuovo fondo che ha giovato in modo particolare a Sergio Perez, in difficoltà nel trovare il ritmo giusto dopo la vittoria di Montecarlo. A spiegare il percorso che ha portato a quell’aggiornamento è stato Paul Monaghan, Ingegnere Capo della scuderia: «Sapevamo di dover ottimizzare il fondo nella porzione finale di stagione. Dopo aver superato senza danni le gare di Spa, Zandvoort e Monza, siamo riusciti a introdurlo a Singapore».

Il dilemma degli aggiornamenti: costi, benefici e riservatezza tecnica

Monaghan ha però anche ammesso che modificare una vettura già vincente non è mai un’operazione semplice o scontata. «Quando porti nuove componenti, la situazione in cui ti trovi con le parti di ricambio ha una notevole importanza — riporta Autosprint —. Dobbiamo esaminarla pesando costi e benefici, chiederci se serva un determinato pezzo per aumentare le prestazioni o se sia più un’aggiunta».

D’altra parte, testare nuove componenti nel corso di una stagione può rivelarsi strategicamente utile: consente di analizzarne il rendimento in condizioni reali di gara e valutarne l’impiego anche nella stagione successiva. «Un fattore ulteriore, specialmente con le nuove monoposto, è nella possibilità di introdurre sviluppi alla macchina che ti aiuteranno l’anno prossimo» ha aggiunto Monaghan.

«Vuoi davvero che i tuoi avversari guardino le tue carte?»

Ed è qui che arriva la domanda retorica più rivelatrice, quella che sintetizza meglio di qualsiasi altra dichiarazione la filosofia della Red Bull in questa fase della stagione: «Vuoi davvero che i tuoi avversari guardino le tue carte, diciamo usando pezzi nuovi nell’ultima gara di Abu Dhabi?»

La risposta è implicita. La Red Bull si tiene stretta i suoi segreti e l’ammissione dell’Ingegnere Monaghan ne è la conferma ufficiale: nelle gare restanti non arriveranno aggiornamenti di rilievo, proprio per non offrire agli ingegneri avversari — Ferrari, Mercedes e non solo — la possibilità di studiare le soluzioni tecniche già pensate per il campionato che verrà. Una strategia che, nella sua semplicità, racconta quanto il vantaggio competitivo costruito in questa stagione venga considerato un patrimonio da proteggere fino all’ultimo metro di pista.

FAQ: Red Bull, segreti tecnici e strategia di sviluppo

Perché la Red Bull non porta aggiornamenti nelle ultime gare?

Come spiegato dall’Ingegnere Capo Paul Monaghan, il team ha già spostato il focus sullo sviluppo della vettura della stagione successiva. Portare nuovi componenti nelle ultime gare significherebbe mostrare agli avversari soluzioni tecniche già pronte per il campionato futuro, vanificando mesi di lavoro riservato.

Cosa ha introdotto la Red Bull a Singapore?

A Singapore la scuderia di Milton Keynes ha portato un nuovo fondo, aggiornamento pianificato per la seconda parte di stagione. L’upgrade ha beneficiato in particolare Sergio Perez, che aveva faticato a trovare il ritmo nelle gare precedenti.

Chi è Paul Monaghan e qual è il suo ruolo in Red Bull?

Paul Monaghan è l’Ingegnere Capo della Red Bull Racing. È una delle figure tecniche di riferimento del team e ha rilasciato le dichiarazioni — riprese da Autosprint — sulla strategia di sviluppo e sulla scelta di non svelare i segreti tecnici della vettura nelle ultime gare stagionali.

Quando la Red Bull ha vinto l’ultimo doppio titolo prima di questo?

La doppietta Piloti-Costruttori conquistata in questa stagione è la prima per la Red Bull dopo nove anni dall’ultima, un risultato che sottolinea la portata storica del dominio tecnico espresso dalla RB18.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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