Formula 1

Ferrari, non succedeva da 46 anni: che novità per la Rossa

Ferrari, non succedeva da 46 anni: la Rossa schiera tre piloti in un GP come a Monza nel 1976. Shwartzman debutta sulla F1-75 ad Austin: storia, curiosità e significato di questa novità storica.

Binotto
Binotto (LaPresse)

Ferrari, non succedeva da 46 anni: la Rossa iscrive tre piloti in un Gran Premio, un primato storico che riporta indietro fino al 1976

La Ferrari infrange un tabù che durava da quasi mezzo secolo: non succedeva da ben 46 anni che la Scuderia di Maranello schierasse tre piloti nello stesso weekend di gara. Un dato che chiarisce meglio di qualsiasi commento la portata storica di quanto accaduto ad Austin, in occasione del GP degli Stati Uniti. Per trovare un precedente bisogna risalire al 10 settembre 1976, al Gran Premio d’Italia di Monza — e la storia, come vedremo, è davvero straordinaria.

Il precedente storico: Monza 1976 e i tre piloti Ferrari

Per capire perché questa novità per la Rossa sia così significativa, occorre tornare al GP d’Italia 1976 a Monza. Niki Lauda, reduce dal terribile incidente al Nürburgring che lo aveva costretto a saltare due Gran Premi a causa delle gravi ustioni e ferite riportate, volle essere presente a Monza a tutti i costi. La Ferrari, per gestire al meglio il rientro dell’austriaco, iscrisse ben tre piloti: oltre a Lauda, anche il compagno di squadra Clay Regazzoni e il debuttante con il Cavallino Rampante Carlos Reutemann.

Da quel giorno — 46 anni fa — la Scuderia Ferrari non aveva più schierato tre piloti nello stesso weekend. Fino ad Austin. Il regolamento attuale della Formula 1, che obbliga le scuderie a impiegare in almeno due sessioni di prove libere un giovane pilota con non più di due GP all’attivo, ha creato le condizioni perché questo record storico venisse eguagliato. Una coincidenza che, al di là delle norme tecniche, racconta quanto sia raro e speciale ciò che si è verificato negli Stati Uniti.

Ferrari, Shwartzman nelle libere ad Austin: debutto doppio per il giovane israeliano

Shwartzman

Shwartzman (LaPresse)

Insieme a Charles Leclerc e Carlos Sainz, anche Robert Shwartzman ha avuto la possibilità di guidare una Ferrari nel weekend del GP di Austin. L’israeliano ha preso parte alla FP1 con il numero 39, al volante della vettura di Leclerc, la F1-75. Per lui si è trattato di un doppio debutto: per la prima volta ha guidato una monoposto di Formula 1 e, al tempo stesso, ha esordito con la livrea rossa di Maranello.

👉 Leggi anche: Nuova accisa auto europea: cosa cambia nel 2026

Shwartzman, vincitore nel 2019 del campionato di Formula 3 e Test Driver della Scuderia, non ha nascosto la propria emozione: «È un grande onore poter guidare una Ferrari F1», ha dichiarato, aggiungendo: «Sapere di essere il primo dopo così tanti anni rende l’idea di quanto speciale sia quello che mi appresto a fare». Parole che sintetizzano perfettamente il peso storico di questa novità per la Rossa.

Gli altri debuttanti del weekend americano

Shwartzman non è stato l’unico giovane pilota a fare il proprio esordio al volante di una monoposto di F1 nel weekend di Austin. Tra i debuttanti nelle prove libere figurano anche Alex Palou (McLaren), Theo Pourchaire (Alfa Romeo) e Logan Sargeant (Williams). Quest’ultimo ha vissuto un esordio particolarmente significativo: il pilota americano è infatti candidato a diventare pilota ufficiale della scuderia di Grove nella stagione successiva, rendendo la sua apparizione ad Austin molto più di una semplice formalità regolamentare.

Perché questa novità conta per il futuro della Ferrari

Al di là del valore simbolico del record, l’impiego di giovani piloti nelle sessioni di prove libere risponde a una logica precisa nella strategia di sviluppo delle scuderie. Per la Ferrari, dare a Shwartzman chilometri preziosi sulla F1-75 significa accelerare la sua crescita come Test Driver e, potenzialmente, valutarne le prospettive in vista di futuri programmi in griglia. Maranello ha sempre investito nella propria Academy — da Leclerc a Sainz, passando per i talenti in rampa di lancio — e ogni sessione in pista è un tassello di un progetto a lungo termine.

Il fatto che tutto questo avvenga dopo 46 anni dall’ultimo precedente aggiunge una dimensione storica che va ben oltre il semplice adempimento regolamentare: è la conferma che la Ferrari, quando scrive la storia, lo fa anche nei dettagli.

FAQ: Ferrari e i tre piloti in un GP

Quando è successo l’ultima volta che la Ferrari ha schierato tre piloti in un GP?
L’ultima volta prima di Austin risale al 10 settembre 1976, al Gran Premio d’Italia di Monza, con Niki Lauda, Clay Regazzoni e Carlos Reutemann.
Chi è Robert Shwartzman?
Robert Shwartzman è un pilota israeliano, campione di Formula 3 nel 2019 e Test Driver della Scuderia Ferrari. Ad Austin ha disputato la sua prima sessione di prove libere in Formula 1 al volante della F1-75.
Perché il regolamento impone l’uso di giovani piloti nelle libere?
La normativa FIA obbliga ogni scuderia a schierare in almeno due sessioni di prove libere nell’arco della stagione un giovane pilota con non più di due Gran Premi all’attivo, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo dei talenti emergenti.
Quali altri debuttanti erano presenti ad Austin?
Oltre a Shwartzman, hanno debuttato nelle libere Alex Palou (McLaren), Theo Pourchaire (Alfa Romeo) e Logan Sargeant (Williams), quest’ultimo candidato a un sedile ufficiale nella stagione successiva.
Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Change privacy settings
×