Formula 1

Verstappen, la Red Bull non ci sta: il Team dice basta

Verstappen, la Red Bull non ci sta: il Team dice basta agli insulti e alle minacce sui social dopo il caso ordini di scuderia al GP del Brasile. Il comunicato ufficiale della scuderia.

Max Verstappen Red Bull
Verstappen (Ansa Foto)

Verstappen, la Red Bull non ci sta: il Team dice basta agli abusi online dopo il caso Brasile. Nonostante sia trascorsa quasi una settimana dal GP del Brasile, la questione tra Verstappen e Perez continua a tenere banco nel paddock e sui social, costringendo la scuderia di Milton Keynes a prendere una posizione netta e pubblica.

La Red Bull ha vissuto una stagione da incorniciare, vincendo sia il campionato piloti che quello costruttori grazie a una vettura rivelatasi semplicemente la più forte in griglia. Un dominio tecnico e sportivo che, tuttavia, ha dovuto fare i conti con due polemiche di peso: la questione budget cap — sfociata in una sanzione da 7 milioni di dollari e nella riduzione del 10% del tempo in galleria del vento — e ora l’episodio degli ordini di scuderia ignorati in Brasile.

Max Verstappen Red Bull

Verstappen (Ansa Foto)

Cosa è successo in Brasile: Verstappen ignora l’ordine di scuderia

Nel Gran Premio del Brasile, Max Verstappen ha ignorato l’ordine di scuderia di cedere il sesto posto a Sergio Perez, mossa che avrebbe garantito al messicano due punti preziosi nella lotta per la seconda posizione del Mondiale contro Charles Leclerc. Un gesto che ha scatenato una valanga di reazioni: il campione del mondo è stato preso di mira sui social con insulti pesanti, offese alla famiglia e persino minacce di morte. La Red Bull non ci sta e ha risposto con un comunicato ufficiale duro e inequivocabile.

Verstappen e la Red Bull: il Team dice basta agli abusi online

Max Verstappen Sergio Perez

Verstappen e Perez (Ansa Foto)

La scuderia anglo-austriaca ha aperto il proprio comunicato con un’ammissione di responsabilità interna: “Come squadra abbiamo commesso degli errori in Brasile. Non avevamo previsto la situazione che si è verificata nell’ultimo giro e non avevamo concordato una strategia per uno scenario del genere prima della gara”.

La Red Bull ha poi chiarito che “Max è stato informato solo all’ultimo giro della richiesta di rinunciare alla posizione senza che tutte le informazioni necessarie fossero trasmesse”. Una comunicazione tardiva e incompleta che, sempre secondo la scuderia, avrebbe messo Verstappen in una situazione oggettivamente complessa a pochi chilometri dal traguardo. Dopo la fine della corsa, tutte le parti si sarebbero sedute a un tavolo per discuterne: il team avrebbe accettato le motivazioni di Max, chiudendo la questione internamente.

Il comunicato ufficiale: «Gli abusi devono finire»

Chiuso il capitolo sportivo, la Red Bull ha però voluto alzare la voce su ciò che è accaduto fuori dalla pista. “Gli eventi che sono seguiti sui social media sono del tutto inaccettabili”, si legge nella nota. “Il comportamento offensivo online nei confronti di Max, Checo, il Team e le rispettive famiglie è scioccante e triste e sfortunatamente è qualcosa che noi sportivi dobbiamo affrontare con deprimente regolarità”.

Il team non usa mezzi termini: “Non c’è posto per questo nelle corse o nella società nel suo insieme e dobbiamo essere migliori. Alla fine questo è uno sport, siamo qui per gareggiare. Minacce di morte, messaggi di odio nei confronti dei membri della famiglia sono deplorevoli”.

La chiusura del comunicato è un appello diretto al mondo dello sport e dei social: “Apprezziamo l’inclusione e desideriamo uno spazio sicuro in cui tutti possano lavorare e godersi il nostro sport. Gli abusi devono finire”.

Perché la vicenda Verstappen-Red Bull resta rilevante

Al di là delle dinamiche di gara, questo episodio apre una riflessione più ampia sul rapporto tra sport, tifosi e piattaforme digitali. La Red Bull non ci sta a fare da spettatrice: il team dice basta e si schiera apertamente contro gli abusi online, difendendo sia Verstappen che Perez — e indirettamente tutto il personale della scuderia. Un segnale forte che va oltre il paddock e che riguarda chiunque segua la Formula 1 sui social ogni weekend di gara.

FAQ: Verstappen e la Red Bull, le domande più frequenti

Perché Verstappen non ha ceduto la posizione a Perez in Brasile?

Secondo la Red Bull, Verstappen è stato informato dell’ordine di scuderia solo all’ultimo giro e senza tutte le informazioni necessarie. Il team ha riconosciuto un errore di comunicazione interno e ha accettato le spiegazioni del pilota.

Come ha reagito la Red Bull agli insulti sui social contro Verstappen?

La scuderia ha pubblicato un comunicato ufficiale in cui condanna fermamente gli abusi online — incluse minacce di morte — rivolti a Verstappen, Perez, al team e alle rispettive famiglie, definendoli «del tutto inaccettabili» e «deplorevoli».

La questione tra Verstappen e Perez è stata risolta internamente?

Sì. Secondo quanto dichiarato dalla Red Bull, dopo il GP del Brasile tutte le parti si sono confrontate e il team ha accettato le motivazioni di Verstappen, considerando chiusa la vicenda sportiva.

Qual è la posizione della Red Bull sugli abusi online nello sport?

La Red Bull si è espressa con nettezza: gli abusi online non hanno posto né nelle corse né nella società. La scuderia chiede uno spazio digitale sicuro per piloti, team e famiglie, e invita tutti a «essere migliori».

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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