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Indycar, Grosjean getta la maschera: pole position a St. Petersburg

IndyCar, Grosjean getta la maschera e conquista la pole position a St. Petersburg con la Andretti Autosport: è la sua seconda in carriera nel campionato americano. Tutti i dettagli sulle qualifiche.

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Romain Grosjean sorridente dopo la pole position - Automotorinews

Vincendo una sessione di prove e qualifiche condizionata dal vento e da molti incidenti, Romain Grosjean si candida a un ruolo di grande protagonista fin dall’inizio della stagione IndyCar: la pole position a St. Petersburg è la conferma definitiva che la sua scommessa americana era tutt’altro che campata per aria.

Dimostrando una volta di più che la sua grande scommessa di puntare sulle auto scoperte americane e in particolare sul campionato IndyCar non era campata per aria, Romain Grosjean conquista la prima pole position stagionale sul circuito di St. Petersburg. Un risultato che fa rumore nell’ambiente delle monoposto americane e che rilancia il francese come uno dei favoriti per la stagione in corso.

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Romain Grosjean sorridente dopo la pole position – Automotorinews

Il pilota della Andretti Autosport ha conquistato la prima fila davanti al compagno di squadra Colton Herta, con un’altra vettura Andretti, quella di Kyle Kirkwood, in terza posizione. Un dominio di squadra che non si vedeva da tempo e che proietta il team di Michael Andretti in cima alle gerarchie già alla prima uscita stagionale.

IndyCar, Grosjean in pole a St. Petersburg: la seconda della carriera

Un avvio più che positivo per Romain Grosjean, alla sua seconda pole position in assoluto in IndyCar dopo quella conquistata due anni fa con la Dale Coyne Racing nel suo primo anno in campionato. Una prestazione che conferma non solo l’ottimo momento della Andretti Autosport, ma anche lo splendido stato di forma personale di Grosjean, che prosegue quanto già evidenziato nel corso dei test pre-stagionali a Sebring e al Thermal Club.

Il francese, ex pilota di Formula 1, ha dimostrato ancora una volta di aver trovato nell’IndyCar il contesto ideale per esprimere il suo talento. La pole position a St. Petersburg non è un episodio isolato, ma il frutto di un lavoro metodico con il team e di una crescente familiarità con le monoposto americane. Grosjean getta la maschera: non è più il pilota in cerca di riscatto, ma un contendente serio al titolo.

Qualifiche caotica: vento e incidenti protagonisti a St. Petersburg

Il tutto in una sessione di qualifiche estremamente frenetica e molto incerta, condizionata da folate di vento molto violento e fastidioso che hanno causato non pochi problemi e anche qualche incidente.

Ne hanno fatto le spese Josef Newgarden, eliminato nel primo segmento delle qualificazioni, e un altro veterano come Rinus VeeKay, costretto a partire fuori dal gruppo dei primi dopo un incidente nonostante tempi eccellenti in fase di test e di pre-qualifica. Il circuito cittadino di St. Petersburg, con i suoi muretti ravvicinati e le raffiche di vento provenienti dalla baia, si è rivelato ancora una volta uno dei più insidiosi del calendario IndyCar.

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Grosjean festeggia con la sua piccola Camille – Automotorinews

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La griglia di partenza: Andretti davanti a tutti

Il gran traffico, con 27 vetture spesso contemporaneamente in pista, ha favorito altri contatti e un clima di una certa confusione dalla quale è uscito indenne Grosjean, nonostante un brusco testacoda subito nel corso delle prove della mattinata, sempre a causa del forte vento: «Fortunatamente non si è trattato di niente di grave, ma questo problema ci ha consentito di lavorare ancora sulla macchina, apportando alcune piccole modifiche per le qualifiche. E la cosa ha funzionato».

Un buon prologo per la Andretti Autosport, che aveva chiuso la stagione precedente con sole due vittorie e molte gare spesso condizionate da errori o guasti nei momenti decisivi. La tripletta in prima fila a St. Petersburg rappresenta un segnale di discontinuità netto e incoraggiante.

Solo decimo in griglia di partenza il campione in carica, Will Power con la Penske: un avvio in sordina per il team di Roger Penske, chiamato a una rimonta già dalla prima gara della stagione.

Grosjean e la scommessa IndyCar: perché ha funzionato

Quando Romain Grosjean decise di abbandonare la Formula 1 per approdare nell’IndyCar, in molti sollevarono dubbi sulla scelta. Le monoposto americane richiedono uno stile di guida diverso, i circuiti ovali rappresentano una sfida completamente nuova e il livello competitivo del campionato è cresciuto enormemente negli ultimi anni. Eppure il francese ha saputo adattarsi con una velocità sorprendente, costruendo un rapporto solido con la Andretti Autosport e affinando progressivamente la sua comprensione delle vetture.

La pole position a St. Petersburg non è soltanto un risultato sportivo: è la dimostrazione che la transizione è riuscita e che Grosjean può ambire a lottare per posizioni di vertice nell’intera stagione IndyCar.

FAQ: Grosjean e la pole position IndyCar a St. Petersburg

Quante pole position ha conquistato Grosjean in IndyCar?

Con quella di St. Petersburg, Romain Grosjean sale a due pole position totali in IndyCar. La prima era arrivata nella sua stagione d’esordio con la Dale Coyne Racing.

Con quale team corre Grosjean in IndyCar?

Grosjean gareggia con la Andretti Autosport, uno dei team più storici e competitivi del campionato IndyCar.

Chi ha completato la prima fila a St. Petersburg accanto a Grosjean?

Il compagno di squadra Colton Herta ha occupato la seconda posizione in griglia, con Kyle Kirkwood (sempre Andretti) in terza. Una prima fila tutta Andretti.

Come si è classificato il campione in carica Will Power?

Will Power della Penske ha chiuso le qualifiche in decima posizione, un risultato deludente per il campione in carica che dovrà recuperare in gara.

Perché le qualifiche di St. Petersburg sono state così caotiche?

La sessione è stata fortemente condizionata da raffiche di vento molto intense, che hanno causato diversi incidenti e penalizzato piloti di esperienza come Josef Newgarden e Rinus VeeKay. Il circuito cittadino di St. Petersburg è notoriamente uno dei più tecnici e imprevedibili del calendario IndyCar.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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