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Dimmi che auto guidi e ti dirò come parcheggi: quelli con la Bmw si dice siano i “peggiori”

Dimmi che auto guidi e ti dirò come parcheggi: i guidatori BMW sono davvero i peggiori? Una ricerca britannica rivela percentuali sorprendenti per brand. Tutti i dati.

Parcheggio tutti i segreti
E tu, a quale categoria appartieni? - www.AutoMotoriNews.it

Dimmi che auto guidi e ti dirò come parcheggi: quelli con la BMW si dice siano i “peggiori”. Ma è davvero così, o si tratta solo di una questione di onestà? Una ricerca britannica ha messo tutti gli automobilisti sulla difensiva, e i risultati — dati alla mano — fanno discutere.

Parcheggiare la propria vettura è uno dei compiti più difficili da apprendere durante il corso di scuola guida, almeno stando a ciò che si sente in giro. Il parcheggio a tre tempi, quello in condizioni di forte stress mentre si forma una vera fila di auto dietro di voi che aspettano solo che vi togliate di impaccio, o quello millimetrico da fare in garage possono rivelarsi complessi anche per un guidatore esperto.

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Alcune persone invece non si pongono nemmeno il problema e lasciano l’auto come capita. I video di come molti automobilisti maleducati stanno lasciando le loro auto in doppia, tripla fila o addirittura in mezzo alla strada durante gli ingorghi da traffico intenso continuano a fare il giro della rete. Ma esiste una correlazione tra questi comportamenti e la marca dell’auto che guidano?

Una ricerca condotta dal portale britannico Scrap Car Comparison ha cercato di svelare l’arcano chiedendo direttamente ai conducenti come parcheggiano e se ritengono di essere in grado di farlo senza creare un ingorgo. I risultati sono decisamente interessanti — e toccano i proprietari di un marchio in particolare.

La ricerca: dimmi che auto guidi e ti dirò come parcheggi

Lo studio è stato condotto da Scrap Car Comparison, già noto per aver analizzato il QI medio dei guidatori suddivisi per brand automobilistico. La domanda rivolta ai partecipanti era diretta: “Pensate di avere bisogno di un migliore allenamento nei parcheggi?” — basata quindi sull’onestà di chi risponde, senza test pratici sul campo. Un approccio dichiarativo che, come vedremo, apre a più di un’interpretazione.

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Parcheggio BMW auto

I guidatori di BMW sembrano parcheggiare peggio! (BMW) – www.AutoMotoriNews.it

I dati: BMW in testa, Fiat promossa

Secondo la classifica emersa dalla ricerca, tra chi ha ammesso di non essere un asso del parcheggio troviamo soprattutto proprietari di BMW — il 68% degli intervistati — seguiti dai guidatori di Audi al 64% e da quelli di Mercedes-Benz al 63%. Honda si posiziona quarta con la stessa percentuale del marchio della Stella, mentre Toyota chiude la top 5 con il 51% dei propri guidatori che ammette lacune nel parcheggio.

Per gli italiani, invece, c’è una notizia che fa sorridere: chi guida una FIAT dimostra maggiore fiducia nelle proprie capacità, con solo il 45% degli intervistati che si ritiene incapace di eseguire un parcheggio corretto. Bene anche Hyundai, ferma al 46%.

Classifica completa: chi parcheggia peggio (per autodichiarazione)

  1. BMW — 68% degli intervistati ammette difficoltà
  2. Audi — 64%
  3. Mercedes-Benz — 63%
  4. Honda — 63%
  5. Toyota — 51%
  6. Hyundai — 46%
  7. Fiat — 45%

Davvero i guidatori BMW sono i peggiori? Il rovescio della medaglia

I dati di questa ricerca vanno presi con la dovuta cautela. Si tratta di un sondaggio basato sull’autoconsapevolezza, non su test oggettivi di guida. Il vero motivo per cui i guidatori BMW risultano in cima alla classifica potrebbe essere semplicemente che sono i più onesti con se stessi — o, al contrario, i più autocritici rispetto alla media degli automobilisti.

C’è poi un fattore dimensionale da considerare: molti modelli BMW — SUV come X5 o X7, berlina Serie 7 — sono vetture di grandi dimensioni, e parcheggiare un’auto ingombrante in un centro urbano congestionato è oggettivamente più difficile rispetto a una citycar. Non è detto, quindi, che il problema sia il guidatore: potrebbe essere semplicemente l’auto.

Infine, vale la pena ricordare che il cliché del guidatore BMW arrogante e indisciplinato è radicato nell’immaginario collettivo da decenni — e questo potrebbe influenzare le risposte stesse al sondaggio, amplificando una percezione più che misurare una realtà oggettiva.

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Cosa ci dice davvero questa ricerca sul rapporto tra auto e stile di guida

Al di là della classifica, lo studio di Scrap Car Comparison tocca un tema più ampio: il modo in cui l’auto che scegliamo riflette — o condiziona — il nostro comportamento alla guida. Basta entrare in una concessionaria per capire che ogni brand costruisce un’identità precisa attorno ai propri acquirenti. Chi sceglie una BMW premium spesso cerca prestazioni e status; chi opta per una Fiat Panda privilegia praticità e maneggevolezza urbana. Non sorprende, quindi, che queste priorità si riflettano anche nell’approccio al parcheggio.

Il dato più interessante, in fondo, non è chi parcheggia peggio — ma chi è disposto ad ammetterlo.

FAQ: le domande più frequenti sul tema

Chi guida una BMW parcheggia davvero peggio degli altri?

Secondo la ricerca di Scrap Car Comparison, il 68% dei guidatori BMW ha dichiarato di non sentirsi sicuro nel parcheggio — la percentuale più alta tra tutti i brand analizzati. Tuttavia, si tratta di un’autodichiarazione: non esistono dati oggettivi che confermino una minore abilità pratica rispetto ad altri automobilisti.

Quali sono i guidatori che si ritengono più bravi a parcheggiare?

Stando alla stessa ricerca, i guidatori di Fiat (45%) e Hyundai (46%) sono quelli che esprimono maggiore fiducia nelle proprie capacità di parcheggio.

La marca dell’auto influenza davvero lo stile di guida?

Non esiste una correlazione scientifica diretta, ma diversi studi comportamentali suggeriscono che il brand scelto riflette valori e priorità del guidatore — che a loro volta possono influenzare l’approccio alla guida urbana e al parcheggio.

Perché i guidatori di auto premium ammettono più difficoltà nel parcheggio?

Una possibile spiegazione è la dimensione dei veicoli: SUV e berline di segmento premium sono mediamente più grandi e difficili da manovrare in spazi stretti. Un’altra ipotesi è che i guidatori di questi brand siano semplicemente più autocritici — o più onesti nelle risposte al sondaggio.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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