Pensavi che il problema dei furti alle auto riguardasse solo le marmitte catalitiche? Sbagliato: i ladri hanno già trovato un nuovo bersaglio, e potrebbe colpire anche la tua auto o la tua routine di ricarica quotidiana.
Nonostante non si possa definire un vero e proprio “mestiere”, quella del ladro è chiaramente una delle attività umane più antiche del mondo: laddove ci sia qualcosa di valore, c’è sempre stato qualcuno pronto ad appropriarsene. Non c’è da sorprendersi se i criminali sembrano essere costantemente un passo avanti rispetto a chi dovrebbe fermarli.
Allarme rosso, i ladri puntano anche questa – www.AutoMotoriNews.it
Addio ai furti dei catalizzatori: perché i ladri hanno cambiato bersaglio
Per anni il furto delle marmitte catalitiche ha rappresentato uno dei crimini automobilistici più diffusi in Europa. I metalli preziosi contenuti al loro interno — platino, palladio e rodio — valevano centinaia, a volte migliaia di euro sul mercato nero. Ma oggi quel business si è ridimensionato drasticamente, e presto lo sarà ancora di più: le auto elettriche e a zero emissioni non montano catalizzatori, eliminando di fatto il bottino più ambito.
I ladri, però, non si sono fermati. Il campo delle automobili si può considerare un mondo a parte: quello che i criminali si inventano pur di portare a casa le loro “prede” è davvero notevole. Se queste persone non danneggiassero attivamente cittadini rispettosi della legge, si potrebbe quasi parlare di ingegno fuori dal comune. E il nuovo obiettivo che hanno individuato è tanto semplice quanto redditizio.
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Il nuovo bersaglio: i cavi delle colonnine di ricarica elettrica
L’arrivo delle automobili elettriche ha presentato una nuova generazione di veicoli più difficili da rubare e con meno componenti rivendibili sul mercato nero. Se pensate che questo abbia scoraggiato i ladri, vi sbagliate di grosso. Anzitutto, i criminali hanno già trovato il modo di intercettare la frequenza delle Smart Key di queste auto e di aprirle anche senza chiavi fisiche. Ma non è tutto.
Adesso i ladri prendono di mira queste auto e questo componente – www.AutoMotoriNews.it
Avete presente le colonnine di ricarica per automobili elettriche che vediamo sempre più frequentemente nelle nostre città? Bene: i ladri le hanno prese di mira. Il rame contenuto nei cavi di ricarica è un bottino che fa gola e che si rivende facilmente. Un’azienda come Instavolt, uno dei maggiori operatori del settore nel Regno Unito, lo ha scoperto nel peggiore dei modi: ha già perso ben 174 cavi nell’area dello Yorkshire e delle Midlands a causa dei furti.
Come funziona il furto dei cavi di ricarica
Il metodo è brutalmente semplice: i malviventi tagliano i cavi delle colonnine, estraggono il rame contenuto al loro interno e si dileguano, spesso a bordo di un’auto a motore termico — quasi un ulteriore smacco nei confronti della transizione ecologica. Nel nostro Paese, del resto, non si tratta di una novità: il furto di rame nelle aree ferroviarie è una piaga cronica e ben documentata dalle forze dell’ordine.
Le conseguenze di questi furti sono molteplici e gravi. Oltre a danneggiare economicamente gli operatori del mercato della ricarica, questi crimini colpiscono direttamente il cittadino comune: una colonnina vandalizzata è una stazione di ricarica in meno in una rete già insufficiente rispetto alla domanda crescente. Chi possiede un’auto elettrica e conta su quella colonnina per ricaricare durante la giornata lavorativa si ritrova improvvisamente senza alternativa.
Un fenomeno in crescita: i dati del settore
Il problema non riguarda solo il Regno Unito. In tutta Europa, con l’espansione della rete di ricarica pubblica, i furti di rame ai danni delle infrastrutture elettriche sono aumentati in modo preoccupante. Secondo le stime degli operatori di settore, il costo medio di un singolo furto di cavo — considerando il danno materiale, la mancata operatività e la sostituzione — può superare i 2.000 euro per colonnina. Moltiplicato per centinaia di episodi, si tratta di un danno sistemico che rallenta gli investimenti nella mobilità sostenibile.
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Le autorità e gli operatori stanno correndo ai ripari con soluzioni tecnologiche: cavi anti-taglio rinforzati, sistemi di allarme integrati nelle colonnine e telecamere di sorveglianza dedicate. Ma la corsa tra ladri e misure di sicurezza, come sempre, è tutt’altro che conclusa.
Come proteggersi e cosa fare
Se siete proprietari di un’auto elettrica, è utile adottare qualche precauzione pratica:
- Verificate lo stato della colonnina prima di collegare il vostro veicolo: cavi visibilmente danneggiati o tagliati vanno segnalati immediatamente all’operatore e alle forze dell’ordine.
- Utilizzate app ufficiali degli operatori di ricarica per monitorare in tempo reale la disponibilità e lo stato delle colonnine nella vostra area.
- Segnalate comportamenti sospetti nelle vicinanze delle stazioni di ricarica: una chiamata tempestiva può fare la differenza.
- Preferite colonnine in aree videosorvegliate o all’interno di strutture presidiate, come centri commerciali o parcheggi con personale.
FAQ — Domande frequenti sui furti alle colonnine di ricarica
I furti di cavi dalle colonnine di ricarica sono un problema anche in Italia?
Sì. Il furto di rame da infrastrutture elettriche è una pratica purtroppo diffusa anche nel nostro Paese, documentata in particolare nelle aree ferroviarie e, sempre più, nelle zone con alta densità di colonnine pubbliche.
Perché il rame dei cavi di ricarica è così appetibile per i ladri?
Il rame è un metallo industriale con un valore di mercato elevato e una domanda costante. I cavi delle colonnine di ricarica ad alta potenza contengono quantità significative di rame di buona qualità, facilmente rivendibile presso rottamai o sul mercato nero.
I furti dei catalizzatori sono davvero diminuiti?
Sì, la tendenza è in calo progressivo. La diffusione dei veicoli elettrici — privi di marmitta catalitica — e l’introduzione di sistemi antimanomissione sui modelli termici hanno ridotto la redditività di questo tipo di furto. I criminali si sono quindi spostati verso nuovi obiettivi, come appunto i cavi delle infrastrutture di ricarica.
Cosa rischia chi viene sorpreso a rubare cavi da una colonnina?
In Italia, il furto aggravato di componenti da infrastrutture pubbliche o di pubblica utilità è punito con pene detentive significative, aggravate ulteriormente se il fatto causa interruzione di un servizio pubblico o mette a rischio la sicurezza delle persone.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







