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Sembra un normale Maggiolino ma questo veicolo ha una storia terrificante. Chi era il proprietario

Sembra un normale Maggiolino, ma questo veicolo ha una storia terrificante: chi era il proprietario? Era Ted Bundy, il serial killer più temuto d'America. Scopri la storia dell'auto beige usata per oltre 30 omicidi e dove si trova oggi.

VW Beetle killer
L'auto del serial killer americano! - www.AutoMotoriNews.it

Sembra un normale Maggiolino, ma questo veicolo ha una storia terrificante: chi era il proprietario lo sa bene chi segue il true crime, eppure vederlo dal vivo lascia senza parole. La vettura più spaventosa del mondo è questa. Se pensate troppo a cosa è successo sui suoi sedili, potrebbe venirvi il magone.

Incolpare un’automobile o un oggetto inanimato per le orrende imprese compiute da un essere umano non sarebbe diverso da bruciare una bandiera per i crimini di guerra compiuti da alcuni politici di quel paese: non ha nessun senso. Eppure, quando guardiamo alle automobili guidate da alcune delle persone più cattive della storia, non possiamo non provare un brivido lungo tutta la schiena.

Alcuni avvenimenti storici o crimini sono così orrendi che perfino gli oggetti legati ai dittatori, esecutori o serial killer che li hanno messi in pratica rimangono spesso invenduti, scartati perfino dai collezionisti più morbosi e attratti da questo tipo di vicende. Per esempio, l’automobile Mercedes personale di Adolf Hitler rimase invenduta benché il ricavato dell’asta sarebbe dovuto andare in beneficenza.

Un’altra automobile tedesca molto famosa è stata scelta da un famigerato assassino che molti di voi — chi ha Netflix o segue i podcast sul true crime — non possono non conoscere. Una innocente Volkswagen Maggiolino, ossia una delle auto più allegre e carine della storia, protagonista anche di Herbie – il maggiolino tutto matto, è stata usata per alcuni dei crimini più violenti mai visti al mondo.

Sembra un normale Maggiolino, ma questo veicolo ha una storia terrificante: chi era il proprietario

Il proprietario di quel Maggiolino beige era Ted Bundy, lo spaventoso serial killer americano attivo tra gli anni Settanta e Ottanta, ricordato ancora oggi come uno dei più pericolosi assassini e maniaci della storia. A differenza di altri individui disturbati come Jeffrey Dahmer, Bundy non si limitava a uscire la sera tentando di adescare le sue vittime con il fascino, ma metteva in piedi uno schema sempre uguale, con cui ingannava qualsiasi donna incontrasse per poi farle fare una fine orribile.

Nato nel 1946 e giustiziato nel 1989, Bundy era capace di apparire affascinante, colto e persino rassicurante. Proprio questa doppia faccia lo rese così pericoloso: nessuna delle sue vittime immaginava il destino che le aspettava salendo su quella piccola utilitaria tedesca.

L’auto del diavolo: quasi nessuno è sopravvissuto dopo essere salito

Bundy è stato ufficialmente condannato per 36 omicidi, ma si sospetta ne abbia commessi oltre 200: tutte giovani ragazze adescate con la sua auto, una Beetle comprata nel 1974 per meno di 500 dollari a Tacoma. Il modus operandi era sempre lo stesso: fingendosi offeso fisicamente, Bundy chiedeva a una ragazza di salire in auto per aiutarlo a trasportare oggetti pesanti. A bordo le vittime scoprivano l’orrore: allo sportello del passeggero mancava la maniglia, rimossa dall’assassino che, con oggetti contundenti e in modi di cui vi risparmiamo i dettagli, uccideva la giovane dopo averla portata in un luogo isolato.

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Auto Ted bundy

Il Maggiolino dello spietato killer (YouTube) – www.AutoMotoriNews.it

Il Maggiolino che portò al primo arresto di Bundy

Proprio il Maggiolino costò a Bundy il suo primo arresto: non si fermò a un controllo di polizia e si schiantò nella fuga, venendo preso dagli agenti. Quell’utilitaria color beige, così anonima da passare inosservata in qualsiasi parcheggio, si rivelò alla fine il suo punto debole. Un dettaglio che, ancora oggi, colpisce chiunque si avvicini al caso: un’auto normalissima, usata per crimini tutt’altro che normali.

Dove si trova oggi il Maggiolino di Ted Bundy

L’auto è oggi conservata presso il Museo Criminale East Crime di Alcatraz, che attira ogni anno centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo. La Beetle, beige e conservata in modo non perfetto, è ancora così, esattamente come decine di donne l’hanno vista prima di perdere la vita. Ci sarebbe da scrivere una storia da horror, se non fosse tutto terribilmente vero e reale. Ancora nel 2026, il veicolo continua a essere uno dei reperti più fotografati e discussi dell’intera struttura, segno di quanto la figura di Bundy rimanga impressa nell’immaginario collettivo.

FAQ: le domande più frequenti sul Maggiolino di Ted Bundy

Che auto usava Ted Bundy per adescare le vittime?

Ted Bundy utilizzava una Volkswagen Maggiolino (Beetle) color beige, acquistata nel 1974 per meno di 500 dollari a Tacoma, nello stato di Washington. L’auto era volutamente anonima per non destare sospetti.

Perché il Maggiolino di Bundy era così pericoloso per le vittime?

Bundy aveva rimosso la maniglia interna dello sportello del passeggero, rendendo impossibile aprire la portiera dall’interno. Le vittime, una volta salite, non riuscivano a scappare.

Quante vittime ha fatto Ted Bundy?

Bundy è stato ufficialmente condannato per 36 omicidi, ma gli investigatori stimano che le vittime reali possano superare le 200 unità, tutte giovani donne.

Dove si trova oggi il Maggiolino di Ted Bundy?

Il veicolo è esposto al Museo Criminale East Crime di Alcatraz, dove attira ogni anno centinaia di migliaia di visitatori curiosi di vedere da vicino uno dei reperti criminali più famosi della storia americana.

Il Maggiolino di Bundy è mai stato messo all’asta?

A differenza di altri oggetti legati a criminali celebri, il Maggiolino di Bundy non è stato venduto all’asta ma è rimasto in esposizione museale, considerato un documento storico-criminologico di primaria importanza.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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