La National Highway Traffic Safety Administration ha depositato il 23 ottobre 2026 una proposta formale di modifica alla normativa federale sulle luci dei veicoli, introducendo indicatori di colore ciano — o turchese — riservati alle auto autonome prive di conducente. È la prima volta che il sistema regolatorio americano affronta in modo strutturato il problema della comunicazione visiva tra i veicoli a guida autonoma e gli altri utenti della strada, e la proposta potrebbe ridisegnare l’aspetto esteriore dei robotaxi che circolano già oggi in diverse città degli Stati Uniti. Le luci ciano per auto autonome non sono un dettaglio estetico: sono un segnale di sicurezza pensato per chi si trova a condividere l’asfalto con una vettura che non ha nessuno al volante.
Cosa modifica la proposta alla FMVSS No. 108
Il documento depositato dalla NHTSA interviene sulla Federal Motor Vehicle Safety Standard No. 108, lo standard federale che disciplina l’illuminazione di tutti i veicoli venduti negli Stati Uniti. La modifica proposta non impone un obbligo, ma introduce la possibilità facoltativa per i costruttori di equipaggiare i veicoli autonomi — ovvero quelli privi di controlli manuali di guida — con luci marcatore di colore ciano, attivabili esclusivamente quando il veicolo opera in modalità autonoma.
Il carattere opzionale è un elemento chiave: la NHTSA non sta imponendo ai produttori di adottare questo sistema, ma crea per la prima volta uno spazio normativo in cui queste luci possono essere installate legalmente, con parametri tecnici precisi. Senza questa modifica alla FMVSS 108, i costruttori che volessero montare luci ciano sui propri veicoli si troverebbero in una zona grigia regolamentare, o direttamente in violazione delle norme vigenti che non prevedono questa colorazione per i segnalatori di posizione.
Intensità luminosa: i parametri tecnici della proposta
La proposta non si limita a introdurre il colore: definisce anche i livelli massimi di intensità consentiti per le luci ciano destinate ai sistemi ADS (Automated Driving System). Secondo quanto depositato dalla NHTSA, i valori variano tra 18 e 125 candele a seconda della posizione del segnalatore sul veicolo e dello stato dei fari — accesi o spenti. Si tratta di un intervallo calibrato per garantire la visibilità senza abbagliare gli altri utenti della strada, con una logica analoga a quella già applicata alle luci di posizione tradizionali.
→ Leggi anche: Stellantis, Wayve e NVIDIA insieme per la guida autonoma in Francia
Un altro aspetto tecnico rilevante riguarda i veicoli completamente privi di comandi manuali: la proposta chiarisce che questi dovranno comunque essere dotati di sistemi in grado di azionare le frecce e di commutare tra anabbaglianti e abbaglianti, funzioni che in un veicolo tradizionale spettano al conducente. In assenza di un guidatore umano, sarà il sistema di guida autonoma a gestire questi segnali in modo automatico.
Tesla Cybercab e Mercedes Drive Pilot: i casi concreti
La proposta della NHTSA non nasce nel vuoto normativo. Il documento cita esplicitamente il Tesla Cybercab come esempio di veicolo senza conducente che potrebbe adottare le luci ciano. Il Cybercab è un robotaxi a guida completamente autonoma, privo di volante e pedali, che rappresenta il caso d’uso più diretto per questa norma: un veicolo che circola su strade pubbliche senza alcun operatore umano a bordo capace di intervenire fisicamente.
Ma c’è già un precedente europeo che dimostra la fattibilità tecnica e la logica comunicativa di questo approccio. Mercedes ha già adottato una soluzione analoga con il suo sistema Drive Pilot: luci turchese integrate nella carrozzeria che si attivano quando il sistema di guida autonoma è operativo. Si tratta di un segnale visivo immediato per gli altri automobilisti, i ciclisti e i pedoni: quella vettura non ha un guidatore attivo, e il suo comportamento è gestito da un algoritmo. La NHTSA sta quindi costruendo un quadro normativo che allinea gli Stati Uniti a una pratica già esistente in altri mercati.
Perché il ciano e non un altro colore
La scelta del colore ciano non è casuale, anche se la proposta della NHTSA non esplicita nel dettaglio il ragionamento cromatico. Il ciano non è già utilizzato per nessun altro segnale luminoso standardizzato sui veicoli stradali: il rosso è riservato ai segnali posteriori e di stop, il giallo/arancione alle frecce e ai lampeggianti di emergenza, il bianco ai proiettori anteriori e alle luci di retromarcia, il blu ai veicoli di emergenza. Il ciano si colloca in uno spazio visivo libero, sufficientemente distinto da tutti i colori già in uso da non generare confusione, e al tempo stesso percepibile anche in condizioni di scarsa illuminazione.
→ Leggi anche: Nuova accisa auto europea: cosa cambia nel 2026
L’obiettivo dichiarato è creare un linguaggio visivo universale: chiunque veda quella luce turchese deve poter capire, anche senza conoscere il modello specifico del veicolo, che si trova di fronte a una macchina che si muove in modo autonomo. È una forma di comunicazione che non richiede connettività, app o display: funziona per il pedone che attraversa la strada, per il ciclista che affianca il veicolo, per il camionista che lo sorpassa in autostrada.
Il percorso normativo e la finestra per i commenti
La proposta depositata il 23 ottobre 2026 apre ora una fase di consultazione pubblica. Costruttori, associazioni di categoria, ricercatori e semplici cittadini hanno tempo fino al 25 novembre 2026 per inviare commenti ufficiali alla NHTSA. Questa procedura è standard nel processo regolatorio americano: le osservazioni raccolte potranno portare a modifiche della proposta prima che diventi norma definitiva.
Per i costruttori che operano nel settore della guida autonoma, il messaggio pratico è già chiaro: la FMVSS 108 si sta adattando a una realtà in cui i veicoli senza conducente non sono più un esperimento di laboratorio ma una presenza concreta sulle strade. Chi sta sviluppando sistemi ADS ha ora un riferimento normativo a cui ancorare le scelte progettuali sull’illuminazione esterna, con parametri tecnici precisi e un colore codificato. Il fatto che l’adozione rimanga facoltativa lascia margine di flessibilità, ma la direzione indicata dalla NHTSA è difficile da ignorare per chiunque voglia operare in modo trasparente e riconoscibile sulle strade americane.
Per approfondire la proposta originale e seguire l’evoluzione del processo normativo, il registro federale è consultabile attraverso il portale ufficiale della NHTSA.
Quello che la NHTSA sta costruendo con questa proposta è, in sostanza, un primo strato di infrastruttura comunicativa per la mobilità autonoma: non fatta di segnali digitali o connessioni V2X, ma di luce visibile, immediata, comprensibile da chiunque si trovi in strada. Una scelta pragmatica, che parte dal presupposto che la tecnologia più sofisticata deve comunque saper parlare anche a chi non la conosce.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








