Formula 1

Formula 1, GP Canada 2011: l’impresa di Button sotto il diluvio – VIDEO

Nel 2011, in Canada, Jenson Button vince una gara indimenticabile, sotto la pioggia, dopo sei pit stop. A metà gara, era ultimo. Riviviamo un trionfo rimasto nella storia della Formula 1.

Formula 1, GP Canada 2011: l’impresa di Button sotto il diluvio – VIDEO

Vincere una gara con sei pit stop, cinque ingressi della safety car, che dura quattro ore, non è impresa da tutti. Farlo sotto la pioggia, dopo un “drive through” e risalendo dall’ultimo posto a metà gara, ancor meno. Per questo il gran premio del Canada di Formula del 2011, il più lungo di sempre, resta il giorno di gloria di Jenson Button.

Figlio di un pilota che correva i rallycross al volante di un maggiolino Volkswagen e ha chiamato il figlio Jenson in onore del suo grande rivale Erving Jensen, Button è cresciuto a Frome. Qui, spiegava al Telegraph la responsabile dell’ufficio turistico, “non ci sono strade dritte”. Button ha preso la meno dritta di tutte per arrivare alla vittoria.

Le qualifiche del GP Canada

In pole, parte Sebastian Vettel su Red Bull. E’ la sua prima pole sul circuito dedicato a Gilles Villeneuve. Un po’ si stupisce del risultato perché la Red Bull, intoccabile nelle curve veloci, non ha certo in Montreal il suo circuito ideale.

In prima fila anche la Ferrari di Fernando Alonso, per la prima volta così avanti in griglia dall’inizio della stagione. “Questo è uno dei circuiti migliori per noi, l’assenza di curve veloci ci fa sentire meno gli effetti della mancanza di carico” dice lo spagnolo. Deludono invece le McLaren: quinto Hamilton, settimo Button. “Siamo stati troppo lenti” ammette il team principal Martin Whitmarsh, “ma se domani dovesse piovere allora sarà tutta un’altra storia“.

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Formula 1, GP Canada 2011: l’impresa di Button

La domenica, a Montreal diluvia. Si parte per cinque giri dietro alla safety car. Hamilton, che in Canada ha vinto il suo primo gran premio nel 2007, alla ripartenza tenta un sorpasso azzardato su Webber poi si scontra con Button sul rettilineo dei box. “Gli ho chiesto scusa, dietro non riuscivo a vedere niente” ha ammesso Button. “Lewis è un pilota straordinario, non vogliamo frustrare la sua passione: magari saremo criticati, ma gestiamo così la squadra” dice Whitmarsh.

Rientra la safety car per altri cinque giri. Al nuovo via, Vettel stacca Alonso di 2,5 secondi in un giro solo. Button viene chiamato ai box per un passaggio “di penalità”, Alonso azzarda un cambio gomme con pessimo tempismo. Monta le intermedie, ma dopo due giri la pioggia si fa di nuovo intensissima. Alonso rientra, come pure la safety car. Dopo 25 giri, gran parte dei quali trascorsi in trenino, la direzione gara ferma la corsa.

Si riparte dopo ìdue ore, sempre dietro la safety car. Il liberi tutti porta a un immediato incidente: Button prova a superare Alonso all’interno in una curva a destra, i due si toccano, lo spagnolo finisce nella ghiaia. Button torna ancora ai box, e quando rientra in pista è ultimo. E inizia una folgorante rimonta.

Al giro 56, quando al traguardo ne mancano 14, Vettel conduce davanti a Schumacher, Webber, poi Button, Kobayashi, Heidfeld e Massa. Alla seconda curva, però, Heidfeld tocca la Sauber di Kobayashi e si schianta sul muro. La safety car deve entrare di nuovo in pista. E’ il momento che cambia la storia.

Perché al momento dell’ennesima ripartenza, Vettel in testa si rivela troppo conservativo. Intanto la direzione corsa rende possibile utilizzare il DRS, l’ala mobile, vietata da regolamento allora se si corre sotto la pioggia.

La pista comincia ad asciugarsi, Button inizia a crederci. Al giro 65, il suo distacco da Vettel è di 3,1 secondi. Al successivo è praticamente dimezzato.

A poche curve dal traguardo, Vettel commette il primo vero errore della stagione, sbaglia la frenata e consegna a Button la decima vittoria in carriera. Dalla partenza, sono trascorse 4 ore e 4 minuti. Vettel rimane largamente in testa al Mondiale e in Giappone diventerà il più giovane a vincere due titoli nella storia della F1. Ma quella è la notte di Button. Solo uno cresciuto dove non ci sono strade dritte avrebbe potuto vincere il gran premio più lungo di sempre.

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Alessandro Mastroluca

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