Formula 1

“Ho visto Schumacher”: Jean Todt rivela le condizioni del tedesco

Jean Todt ha fornito qualche aggiornamento sulle condizioni di Michael Schumacher durante il weekend del GP Ungheria di Formula 1

“Ho visto Schumacher”: Jean Todt rivela le condizioni del tedesco

Dal giorno dell’incidente sugli sci del 2013, le notizie sulle condizioni di Michael Schumacher sono sempre state piuttosto rare. La famiglia del tedesco sta mantenendo uno strettissimo riserbo sulla vicenda e sull’andamento delle cure prestate al sette volte campione del mondo nella sua casa in Svizzera.

Pochi anche i visitatori ammessi. Tra questi c’è Jean Todt, oggi presidente della FIA in procinto di concludere il mandato, già artefice dei grandi successi di Schumi in Ferrari. “Ricordo che nel 2000 ero sul podio a Suzuka con Michael dopo aver vinto il suo primo titolo con la Ferrari e gli ho detto che le nostre vite non sarebbero più state le stesse” ha detto.

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Todt su Schumacher: le condizioni e la sfida di Hamilton ai record

“Ho visto Schumacher”: Jean Todt rivela le condizioni del tedesco

“L’ho visto la scorsa settimana” ha rivelato Todt durante il weekend del GP Ungheria di Formula 1. “Sta lottando, spero che il mondo potrà vederlo di nuovo. A questo sta lavorando insieme alla sua famiglia”.

Todt però non è voluto entrare nei dettagli delle condizioni di Schumacher, che sarebbero migliorate negli ultimi anni da quando è stato cioè risvegliato dal coma farmacologico. Secondo quanto rivelato dalla stampa inglese, non sarebbe bloccato a letto e avrebbe ricevuto una serie di trattamenti pionieristici in varie parti del mondo.

Nei mesi scorsi si era anche parlato di un trattamento con le cellule staminali previsto per giugno, anche se la pandemia da coronavirus ha evidentemente ritardato questa prospettiva.

Intanto Lewis Hamilton è lanciato verso i record di vittorie e titoli mondiali di Schumi. “E’ impossibile dire chi sia il migliore di sempre. Ci sono Juan Manuel Fangio, Jim Clark, Ayrton Senna e Michael. Puoi pensare solo al migliore di una certa generazione” ha ammesso. Non è dispiaciuto nel vedere Hamilton, che ha tutti gli elementi e lo scenario ideale per superare il tedesco. La sua è una riflessione non solo sportiva, ma quasi esistenziale. “Dopo un incidente come quello di Michael, che importa Lewis ha vinto più di lui?”.

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Alessandro Mastroluca

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