Multa elevata con Tutor in autostrada: tutto quello che c’è da sapere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:12

I Tutor ed i Vergilius rilevano la velocità media in un determinato tratto di autostrada ed elevano sanzioni in caso di superamento del limite massimo: come proporre ricorso avverso la multa.

Autostrada Italia
(Getty Images)

Dal 2005, per sanzionare gli eccessi di velocità sulle tratte autostradali (e non) sono stati installati Tutor, oggi SICVe-PM e dal 2014 i Vergilius. Apparecchi molto simili agli autovelox, ma che a differenza di questi ultimi non rilevano la velocità istantanea (tranne il secondo che possiede anche tale funzione), bensì quella di percorrenza media da una “porta” ad un’altra. Già perché entrambi vengono allocati su delle strutture in ferro, note ai più, che hanno proprio le sembianze del cardine di una porta.

Per semplificare, uno di questi dispositivi viene posto sulla Porta A, l’altro ad esempio a 50 km di distanza su una Porta B. Gli apparecchi sono in grado di rilevare se in quel tratto, la velocità massima di 130 km/h è stata superata utilizzando un algoritmo che calcola i tempi medi di percorrenza.

A differenziare i due strumenti l’ente. Si parla di Tutor quando la strada è gestita da Autostrade Tech S.p.A., prima Autostrade per l’Italia ed altre concessionarie collegate, del secondo per i tratti di competenza di Anas. In ogni caso, a prescindere dalle pertinenze, il funzionamento è sostanzialmente il medesimo, come anche il fine. Sanzionare coloro i quali superano i limiti di velocità imposti dalla legge.

Ma cosa accade quando si riceve una multa elevata tramite questi apparecchi? Quali sono i motivi a mezzo dei quali proporre ricorso?

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Multa elevata con Tutor o Vergilius in autostrada: come proporre ricorso

Autostrada francese
(Getty Images)

Prima di comprendere quali siano i mezzi che la legge mette a disposizione dei conducenti per poter proporre ricorso avverso una multa elevata tramite Tutor o Vergilius, è necessaria una precisazione.

Il Codice della Strada all’art. 142 comma 1 recita: “Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana la velocità massima non può superare i 130 km/h per le autostrade[…] Sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali[…]“.

Pertanto, prima di curare sarebbe meglio prevenire per la propria ed altrui incolumità rispettando i limiti di velocità che appunto sulle autostrade è fissato nel suo massimo a 150km/h ove le condizioni lo consentano. Accade, però, che per svariati motivi di cui nel prosieguo, la multa elevata sia illegittima e pertanto vada annullata.

Che si tratti di Tutor o Vergilius, dal momento della notifica del verbale (che deve avvenire entro 90 giorni dall’infrazione) è possibile entro 30 giorni proporre ricorso dinnanzi al Giudice di Pace del luogo in cui è stata elevata la sanzione. Entro 60, invece, se si decide di adire il Prefetto.

La contestazione avverso tale tipo di multa è quella ordinaria, quindi ricorso per l’autorità giudiziaria e motivazioni in carta libera al Prefetto. La differenza tra le due modalità di impugnazione consiste nei tempi di risposta e nei costi.

Ricorso al Giudice di Pace avverso la multa elevata da un Tutor

Per il Giudice di Pace si parla di 43 euro per il contributo unificato quando la multa non supera i 1.100. Quando invece è ricompresa tra i 1.101 euro ed i 5.200 alzandosi il valore della causa lieviterà anche il contributo che sale a 98 euro. E via via discorrendo in base ai vari scaglioni. L’iter seguirà i normali tempi della giustizia civile.

Ricorso al Prefetto

Quanto al Prefetto, il ricorso è gratuito. In forza dell’art.204 comma 1 bis, sussistono dei termini perentori entro i quali se l’Autorità non da riscontro al contravventore la multa si intende annullata. Nel caso di presentazione del ricorso direttamente al Prefetto, quest’ultimo entro 210 giorni dovrà comunicare la propria decisione in merito alla contestazione. Qualora non dovesse farlo si parlerà del cosiddetto “silenzio-assenso” della P.A. e la contravvenzione sarà da intendersi annullata.

Potranno essere fatti valere all’interno del ricorso tutti i canonici motivi previsti per le altre tipologie di contestazioni. Vizi di forma, irregolarità della notifica, superamento dei termini massimi per l’effettuazione di quest’ultima. In ogni caso è sempre bene farsi assistere da un professionista.

Multa elevata da un Tutor: i motivi di ricorso

  1. Tolleranza

Come specificato i Tutor come anche i Vergilius hanno quale caratteristica quella di rilevare la velocità media di un veicolo in un determinato tratto di strada. Secondo il “regolamento di attuazione al codice della strada” gli strumenti con tale tipo di funzionamento, rispetto ai normali autovelox, devono possedere un limite di tolleranza non del 5%, bensì del 15%. Applicandola anche ai Tutor va da sé che, quindi, una multa comminata non tenendo conto di questo secondo limite di tolleranza, sarà da annullare. Purtroppo, però, questa è una strada tortuosa da percorrere, perchè dipende dall’interpretazione della norma che ne darà l’organo giudicante il quale potrebbe anche optare, libero convincimento, che non sia estendibile a Tutor e Vergilius.

  1. Omologazione

All’interno dei verbali, come per gli autovelox, deve essere indicato il verbale di omologazione del dispositivo. Per quanto riguarda i Tutor quello maggiormente citato è il 3999/2004, ma ovviamente a seguito dei numerosi aggiornamenti che si susseguono potrebbero risultarne anche altri.

In merito a questa omologazione è sorto un problema non di poco conto. In sostanza quest’ultima era stato rilasciata ad Autostrade per l’Italia, ad essa però è subentrata Autostrade Tech S.p.A. Orbene, si è pensato che l’omologazione potesse essere semplicemente trasferita alla nuova società. Tuttavia, la disposizione che lo ha concessa sarebbe illegittima, perché sempre in forza del regolamento di attuazione non contempla assolutamente l’ipotesi per cui le omologazioni possano essere trasferite.

  1. Multe in serie

È possibile che un conducente riceva una serie di multe emesse l’una a poca distanza dall’altra perché i limiti sono stati violati una volta, ma registrati da più di un apparecchio. In questi casi, le infrazioni potranno essere contestate anche in numero elevato, ma la sanzione sarà una soltanto. Pertanto l’automobilista potrà chiedere l’annullamento di tutti quei verbali seguenti al primo, perché resta fermo il principio dell’unicità dell’infrazione.

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