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Maggiolino Volkswagen, la lunga storia di un’icona pop – Foto

Il Maggiolino ha rappresentato un modello simbolo per generazioni, dalla fine degli Anni Trenta. E’ anche protagonista di film e opere d’arte

Maggiolino, la lunga storia di un’icona pop – Foto

Il Maggiolino ha cambiato l’immagine dell’auto in Germania e nel mondo. L’obiettivo lo annunciò direttamente Adolf Hitler nel 1934: voleva un modello per tutti, perché un’auto non deve essere un privilegio. Due i progettisti chiamati a dare concretezza alla sua idea, Ferdinand Porsche e Jakob Werlin della Mercedes-Benz. Vinse Porsche che inizia a sviluppare il suo modello su indicazioni precise.

Deve trasportare 5 persone o tre soldati e un mitragliatore, superare i 100 km/h, consumare 7 litri per 100 km, non costare più di 1000 marchi. Porsche, che aveva già in mente un progetto simile mai realizzato dalla fine degli anni Venti, realizza i primi prototipi che si rivelano simili alle Tatra. Inizialmente, la nuova auto viene chiamata Kraft durch Freude-Wagen, “auto della Forza attraverso la Gioia”.

In azienda la chiamano semplicemente “Typ 1”. Solo nel 1967 compare in una brochure una definizione destinata a fare epoca, “Der Käfer” (Lo Scarafaggio).

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Maggiolino, breve storia di un’icona

Maggiolino, breve storia di un’icona

La produzione in serie del Typ1 accompagna la rinascita dell’industria tedesca dopo la guerra. Nel 1946, si raggiungono già i 10 mila esemplari della prima “auto del popolo”.

Decisiva per il successo globale di quest’auto-icona l’esposizione industriale tedesca a New York del 1949. E’ il New York Times a definirla “Beetle”, Maggiolino, e certificare così un successo non solo tedesco. Nel 1955, esce dalla fabbrica il milionesimo Maggiolino, un traguardo incredibile per l’epoca. Quel Maggiolino è speciale, e deve essere chiaro a tutti. Non a caso, è in carrozzeria color oro metallizzato, con interni in velluto e broccato rosso.

Nel 1974 la produzione lascia Wolfsburg per spostarsi a Emden, due anni dopo la versione berlina uscirà dal mercato europeo. Nel 1978, poi, tutta la produzione del Maggiolino si trasferisce in America Latina: a Guadalajara, in Messico, e a São Bernardo do Campo, in Brasile. Di fatto, il Maggiolino in Messico rinasce e diventa l’auto più amato del Paese.

Il Maggiolino, simbolo di design su ruote, con le forme morbide e il design unico che lo contraddistingue, riesce a interpretare il cambiamento del gusto. Nel 1994, al Salone di Detroit, Volkswagen avvia la nuova era. Presenta la Concept One, la prima vera reinterpretazione di un classico.

La fusione tra uno stile retro e un gusto moderno si vede anche nel New Beetle del 1998, caratterizzato dal vaso portafiori sul cruscotto e dalla linea dei fanali che sembrano un paio di grandi occhi puntati sul futuro.

Dopo più di vent’anni, coronati da enormi successi per i restyling e le nuove tecnologie implementate sui maggiolini usciti dalla fabbrica, la produzione messicana si avvia a conclusione. Dopo l’Ultima Ediciòn messicana del 2003, una serie limitata con motore 1.6 a quattro cilindri 34 kW 44 CV, con tanto di decorazioni floreali, un nuovo Maggiolino vede la luce nel 2011 a Shanghai, Berlino e New York. È l’ultima tappa di un viaggio di successo.

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Il Maggiolino nelle competizioni

L’auto per tutti ha anche una storia parallela di vettura da corsa. Comincia tutto nel 1963, quando Hubert Brundage, concessionario Volkswagen negli Usa, monta il motore di un Beetle sulla sua piccola auto. Ma il successo arriva nel 1968, quando al cinema esce “Herbie, il Maggiolino tutto matto”, prima pellicola di una serie che si concluderà nel 2005.

Nel 1971, un Beetle gareggia nei rally, in uno scintillante telaio argento-nero: sono i Monster Bug. Più di recente, Volkwagen crea un monomarca, l’ADAC New Beetle Cup, che va avanti fino al 2002. Significativa anche la vittoria di Scott Speed, su un Maggiolino GRC con motore da 560 cavalli, al Global Rallycross USA.

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Il Maggiolino nella cultura popolare

Il Maggiolino nella cultura popolare

Oltre alla serie di “Herbie”, il Beetle compare al cinema anche nei film della serie “Dudù il maggiolino a tutto gas” e accanto alla canonica Aston Martin in “Agente 007 – Al servizio segreto di Sua Maestà”. È anche la prima auto di Tiziano Sclavi, il disegnatore di Dylan Dog, che fa guidare un Maggiolino cabrio con targa personalizzata, DY666, all’indagatore dell’incubo.

Appartenuto anche a Paul Newman, che ne guidava uno elaborato con motore V8 posteriore-centrale, il Maggiolino spicca anche nei videogame come Gran Turismo, Test Drive Unlimited o Grand Theft Auto – London 1969.

Soggetto di opere d’arte, come le installazioni di Andy Warhol, è anche al centro di una trilogia dell’artista messicano Damiàn Ortega che ha costruito un racconto iconico utilizzando anche una performance e un film. L’auto per tutti, con quasi un secolo di storia, racconta i tempi in tutte le strade del mondo.

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Alessandro Mastroluca

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