Moto GP

MotoGP, Pernat critica la Honda: “Ha fatto un regalo alla KTM”

Carlo Pernat, storico manager del Motomondiale, attacca la Honda e Alberto Puig per una mossa che ha finito per favorire molto la KTM.

Carlo Pernat (Getty Images)

I progressi compiuti dalla KTM nel campionato MotoGP 2020 sono sotto gli occhi di tutti. I risultati ottenuti dalla casa austriaca non sono un caso.

Ci sono dietro grandi investimenti e un’enorme mole di lavoro che hanno consentito di vincere già due gare in questa stagione. Due successi giunti, tra l’altro, con due piloti un po’ inattesi come Brad Binder e Miguel Oliveira. In ottica titolo, bisogna fare attenzione anche alla KTM.

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KTM vola, Pernat attacca la Honda

Prima vittoria storica per un pilota MotoGP portoghese Miguel Oliveira (Getty Images)

Carlo Pernat, noto manager del Motomondiale, ai microfoni di GPOne.com ha così commentato l’exploit della KTM: «Ha fatto una grande moto, una politica di giovani e giusta. La chiave è stata l’ingaggio di Pedrosa, una perla di Honda e Puig che l’hanno lasciato andare via. Anche grazie a lui ora la moto è vincente».

Secondo Pernat, la Honda ha sbagliato a non tenersi Dani Pedrosa almeno nel ruolo di tester. La KTM è stata abile a ingaggiarlo e ad affidargli lo sviluppo della moto. I risultati si stanno vedendo in maniera netta in questo 2020.

Pedrosa ha acculato una grande esperienza in carriera, trascorsa sempre in sella a una Honda dal debutto in 125 fino all’approdo in MotoGP. Il pilota originario di Sabadell ha saputo indicare la via giusta alla KTM nel far crescere la RC16, moto che aveva bisogno del tocco di un esperto come lui per fare un salto di qualità.

La casa austriaca ha investito tanto, ma i soldi da soli non bastano. Pedrosa ha rappresentato la chiave di volta per il progetto MotoGP. In Honda saranno un po’ pentiti di averlo lasciato andare via, anche perché la RC213V è un mezzo che solo con Marc Marquez riesce a stare costantemente davanti. Gli altri rider faticano. Il team manager Alberto Puig dovrà riflettere molto anche in ottica futura.

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Matteo Bellan

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