Valentino Rossi in Yamaha Petronas: i retroscena sul “lungo” contratto

Razlan Razali, team principal Petronas SRT, racconta perché la trattativa con Valentino Rossi sia stata molto lunga prima di arrivare al sì.

Razlan Razali Petronas Yamaha
Razlan Razali (Getty Images)

Nel weekend del Gran Premio di Catalogna è finalmente arrivato l’annuncio del trasferimento di Valentino Rossi nel team Petronas Yamaha SRT nel 2021. Dopo mesi di trattative, il contratto è stato firmato.

L’accordo sarà di durata annuale, senza opzione per un ulteriore prolungamento. Tuttavia, le parti hanno già concordato di parlare durante la stagione per capire se vi sia la possibilità di proseguire insieme pure nel 2022.

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MotoGP, Razali sul contratto di Rossi

Valentino Rossi Franco Morbidelli
Valentino Rossi e Franco Morbidelli compagni in Petronas SRT nel 2021 (Getty Images)

Razlan Razali, team principal Petronas SRT, in un’intervista concessa a The-Race.com ha spiegato perché la trattativa con Rossi è durata molto tempo: «Valentino non è un pilota normale. È un’icona e lo si vede anche per come ha ampliato la sua attività VR46 oltre le vendite di merchandising in un vasto impero commerciale. Ci sono diritti coinvolti con lui e con terze parti, non è facile. Ha i diritti sui marchi, bisognava verificare con il nostro partner principale che non vi fossero problemi. un contratto importante, rispetto agli altri piloti è quattro volte più grande!».

Il manager malese ha spiegato che con un personaggio come il Dottore non si può pensare di chiudere un accordo in breve tempo. I motivi sono vari. A rallentare i negoziati, all’inizio, anche le richieste del pilota di portare con sé la sua squadra. Razali a tal proposito ha dichiarato: «Una condizione era creare il minor disturbo possibile per la nostra struttura. Non volevamo che portasse con sé tutto il suo equipaggio. Arriveranno il suo capo squadra e il responsabile dei dati».

Il boss del team Petronas SRT è convinto che con Valentino potranno arrivare risultati, non si tratta di un’operazione meramente commerciale: «È sbagliato presumere che lo vogliamo a causa della sua popolarità. Lo vogliamo per il suo entusiasmo nel continuare a correre, il suo desiderio di essere competitivo e di provare a vincere le gare. Faremo del nostro meglio per aiutarlo in questo e lo ringraziamo per aver riposto la sua fiducia in noi».

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